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04 dicembre 2020, Aggiornato alle 21,47
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Cultura

Tirreno, relitti nel buio ad oltre 600 metri di profondità

Le ricerche dell'Università Ca' Foscari di Venezia, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia di Pisa e Livorno e Fondazione Azionemare


Relitti di navi romane scoperti negli abissi ad oltre 600 metri di profondità nelle acque del Tirreno: se ne sta occupando in questi giorni l'Università Ca' Foscari di Venezia, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Pisa e Livorno e con la Fondazione Azionemare, che da anni esplora le grandi fosse abissali comprese tra Toscana, Liguria e Corsica, sfruttando minirobot e raffinate tecnologie.

Tra i relitti indagati, scrive Archeologia Subacquea Blog, una navis lapidaria romana oggi posata a 280 metri di profondità con il suo carico di marmi, accompagnati da anfore vinarie del I secolo d.C., e il relitto affondato a Pianosa con un carico di anfore, tegole e coppi, e oggi giacente a 640 metri di profondità.