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30 maggio 2020, Aggiornato alle 20,01
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Tirrenia sospende il collegamento merci Napoli-Catania

Incontro al Mit con i sindacati, che annunciano uno sciopero per il 13 marzo. Pietro Spirito ha precisato che "l'interruzione è avvenuta senza alcuna comunicazione preventiva"


A partire da questa settima, Tirrenia ha deciso di interrompere il collegamento merci ro-ro tra Napoli e Catania, linea inaugurata nel giugno del 2018. Ad annunciarlo è stata la stessa compagnia di navigazione in una nota: "Siamo costretti a interrompere l'esercizio alla luce della mancanza di traffico a sufficienza per sostenere economicamente la linea. Gli altri collegamenti marittimi proseguiranno come da programmazione". La stessa CIN-Tirrenia, la scorsa settimana, aveva confermato la volontà di chiudere le sedi amministrative di Cagliari e Napoli, 

Intanto Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, dopo aver proclamato uno sciopero per il 13 marzo, hanno avuto un incontro al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con Maria Teresa di Matteo vicecapo di Gabinetto del ministro Paola De Micheli, incontro concesso a latere del presidio organizzato a Porta Pia da Usb.

"I rappresentanti ministeriali – ha detto Francesco Staccioli, responsabile USB marittimi – ci hanno confermato che la convenzione sarà sicuramente prorogata per l'incapacità del MIT di predisporre il bando per la continuità territoriale entro la scadenza, dato che il concetto stesso di continuità richiederà una revisione. Alla luce di ciò ci sembra logico che CIN Tirrenia continui a offrire i servizi per cui ha ottenuto la convenzione dallo Stato e interrompa quindi la procedura di chiusura della sede di Napoli, che equivale al licenziamento collettivo di 60 persone. Il ministero sembra convenire, per cui ci aspettiamo iniziative a breve: se entro una decina di giorni non ci saranno novità, dovremo alzare il livello di scontro".

In merito all'improvvisa interruzione del collegamento, il presidente dell'Autorità di Sistema Portuale di Napoli, Pietro Spirito, ha tenuto a precisare che "l'interruzione è avvenuta senza alcuna comunicazione preventiva, ed anzi in contraddizione rispetto a quanto affermato in una recente riunione tenutasi a Napoli. Si tratta di una decisione che arreca danno al tessuto economico regionale ed alla rete dei collegamenti marittimi meridionali. Accanto alla già annunciata decisione di chiudere la sede partenopea della società, questa iniziativa genera un effetto di deterioramento competitivo che si trasmette ad altri soggetti della comunità portuale. L'Autorità – ha concluso Spirito - continuerà a vigilare avendo come obiettivo il miglior utilizzo delle infrastrutture portuali, per lo sviluppo dei traffici e dell'occupazione".