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02 dicembre 2021, Aggiornato alle 13,27
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Infrastrutture

Ten-T, Fit-Cisl: "Speriamo che Roma rientri nei core"

Il sindacato si augura che gli incontri di questi giorni a Bruxelles, volti a ridefinire la mappa del trasporto europeo, portino alla riqualificazione del nodo di Civitavecchia

(Nelso Silva/Flickr)

«Auspichiamo che gli incontri previsti in questi giorni a Bruxelles possano portare come esito l'inserimento del porto di Civitavecchia tra gli hub core. L'accesso ai possibili finanziamenti che deriverebbe dal nuovo status potrebbe rendere possibile, oltre alla riconversione orientata al ‘green', anche un potenziamento che potrebbe essere fondamentale per l'intero tessuto produttivo e turistico di Roma e del Lazio». È quanto afferma il segretario generale della Fit-Cisl del Lazio, Marino Masucci, in merito alla possibilità che lo scalo della Capitale rientri tra i nodi principali delle reti transeuropee di trasporto, o Ten-T.

In questi giorni a Bruxelles sono in corso delle riunioni per rischematizzare la mappa delle reti di trasporto europee, che con i centri principali (core) e quelli secondari (comprehensive) formano un'unica e complessa infrastruttura che include decine di Paesi, centinaia di punti di smistamento tra stazioni ferroviarie, porti e hub logistici. Entro l'anno la Commissione europea conta di riderinire la rete. È naturale, quindi che da un po' di tempo diversi porti facciano sentire la loro voce per essere riqualificati. L'obiettivo è ottenere più finanziamenti, così da massimizzare le risorse per gli investimenti.

«È ovvio - continua - che lo scalo di Civitavecchia è il porto di Roma, l'hub della Capitale, e che in quanto tale è da ritenersi uno snodo core. Inoltre, data la sua vocazione croceristica, il porto ha risentito pesantemente della situazione relativa al Covid: ora più che mai, dunque, si dovrebbe puntare al potenziamento infrastrutturale e intermodale, con un ulteriore rafforzamento nella movimentazione delle merci, anche perché il Lazio è il quinto bacino per i consumi a livello europeo, e il secondo in Italia. L'effetto incrociato della classificazione tra i porti core, dell'accesso ai finanziamenti, dei potenziamenti infrastrutturali previsti nel Lazio dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, e l'eventuale costituzione di una zona logistica speciale, potrebbe essere un vero volano per l'economia, l'import e l'export del territorio. Come sappiamo, una logistica semplificata e intermodale è un fattore fondamentale di competitività per i territori».

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