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20 novembre 2019, Aggiornato alle 16,04
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Cultura

Rostri, elmi e spade: nuove scoperte nelle acque delle Egadi

Gli ultimi entusiasmanti ritrovamenti nel luogo della battaglia navale del 241 avanti Cristo tra romani e cartaginesi

Uno dei due elmi recuperati nelle acque delle Egadi

Due rostri, alcuni elmi e una spada. Sono i nuovi ritrovamenti archeologici avvenuti nelle acque delle Egadi già al centro di eccezionali rinvenimenti dal luogo della battaglia navale del 241 avanti Cristo tra Romani e Cartaginesi. I due rostri in bronzo, racconta Archeologia Subacquea Blog, portano a diciotto il numero di quelli recuperati in questi anni. I micidiali strumenti da guerra, montati sulla prua delle navi per speronare le imbarcazioni nemiche, rappresentano la prova evidente che i fondali di Levanzo, sono certamente il teatro della battaglia navale che sancì la fine della Prima guerra punica, con la vittoria della flotta romana su quella cartaginese. Fino ad oggi sono stati rinvenuti sedici rostri romani e due cartaginesi.

Sono stati, inoltre, individuati e recuperati dai subacquei della GUE (Global Underwater Explorer), sempre nello stesso areale, alla profondità di ottanta metri, due elmi del tipo montefortino di pregiatissima fattura. I due reperti in bronzo presentano una particolare decorazione con forma di animale nella parte sommitale, quindi sicuramente appartenuti a graduati dell'esercito romano. Ma la vera novità delle ricerche di quest'anno è la scoperta effettuata tre giorni fa, tanto agognata dal compianto Sebastiano Tusa, artefice dell'individuazione del luogo della battaglia: una spada in metallo, della lunghezza di circa settanta centimetri con una lama larga cinque centimetri, appartenuta probabilmente ai soldati di uno dei due eserciti.