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16 agosto 2019, Aggiornato alle 11,49
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Politiche marittime

Roncallo: "La Spezia e Carrara erano diffidenti"

Il presidente del sistema portuale orientale della Liguria racconta i malumori iniziali. "Ora però i privati devono investire nelle opere"

Carla Roncallo

di Paolo Bosso

Anche i porti di La Spezia e Marina di Carrara, così come quelli di Napoli e Salerno – e come altri porti italiani – non erano molto contenti di essere accorpati in un'autorità di sistema, poco più di due anni fa. «La prima, soprattutto, porto importante, era diffidente sulla seconda, che è altrettanto importante e ha una sua storia», racconta il presidente dell'autorità di sistema portuale della Liguria orientale, Carla Roncallo, unica presidente donna delle 15 autorità di sistema portuale. «Sono abituata – risponde - sono stata una delle prime dirigenti donna all'Anas, dove ho lavorato per 26 anni».

«In un primo periodo abbiamo dovuto fronteggiare un po' di malumori. Distano solo nove chilometri e la scelta è stata naturale», racconta nel corso di una tavola rotonda della Shipping Forwarding&Logistics meet Industry, evento annuale di Milano tenutosi il 31 gennaio e primo febbraio (seconda edizione) dedicato alla logistica di terra e di mare, organizzato dalla Clickutility di Carlo Silva. 

La Spezia e Carrara come Napoli e Salerno. Nell'Italia dei comuni e delle province una diffidenza fatta più di umori, di orgoglio iperlocale che di economia e commercio. «Oggi i risultati mostrano come erano timori culturali poco realistici. A Carrara l'anno scorso abbiamo movimentato 3,5 milioni di tonnellate, un milione in più sul 2018, e attualmente ci sono quattro operatori delle compagnie da crociera», un risultato considerevole per un porto nato per esportare il marmo di Carrara.

E per quanto riguarda La Spezia, porto internazionale specializzato in più settori? «È nostro dovere fare i dragaggi», conclude Roncallo, «così come, però, ai privati tocca spendere per realizzare le infrastrutture».