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01 ottobre 2020, Aggiornato alle 13,28
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Politiche marittime

Presidenti authority, il governo pensa a un bando

Un call internazionale, europeo, dove raccogliere i curricula dei potenziali presidenti delle nuove Autorità di sistema portuale


Un presidente «scelto fra i cittadini dei Paesi membri dell'Unione europea aventi comprovata esperienza e qualificazione professionale nei settori dell'economia dei trasporti e portuale». Così reciterebbe il bando che il governo ha intenzione di lanciare per nominare i futuri presidenti delle "Autorità di sistema portuale" appena nate, così com'è scritto nel decreto di riforma dei porti italiani varato il 28 luglio dal Consiglio dei ministri.

Un call europeo, aperto agli Stati membri del Vecchio continente, dove raccogliere i curricula dei potenziali dirigenti portuali. Un appello internazionale di cui il ministro dei Trasporti Graziano Delrio ne ha più volte manifestato in passato la volontà di lanciarlo. Un segno di apertura e trasparenza, affiancato però da una volontà di centralizzazione dello stesso dicastero, considerando che il ministro nei giorni scorsi ci ha tenuto a precisare che il ruolo delle regioni nella nomina dei presidenti è soltanto consultivo.

Se effettivamente si concretizzasse un bando del genere, sarebbe il primo in assoluto di questo tipo, una rivoluzione in controtendenza con il "manuale Cencelli" alla base delle nomine dei presidenti delle vecchie 24 autorità portuali italiane, ora accorpate in 15 autorità di sistema.