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10 luglio 2020, Aggiornato alle 21,29
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Politiche marittime

La riforma dei porti è realtà

Il Consiglio dei ministri ha varato il decreto legislativo. 15 "autorità di sistema portuale" accorpano le 24 autorità portuali che gestivano 57 porti. Comitato portuale snello e per la prima voltà nasce il piano regolatore portuale nazionale


Con la soddisfazione di Assoporti, Federagenti e sindacati (i commenti alla fine dell'articolo) la riforma dei porti è finalmente realtà. Ieri il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legislativo che modifica la legge 84/94. Le 24 autorità portuali che gestiscono complessivamente i 57 porti italiani vengono raggruppate in 15 "Autorità di sistema" (Adsp). I 336 membri dei Comitati portuali scendono a 70 diventando "Comitato di gestione", con una media di 3/5 membri per singolo porto (una ventina la media attuale). Viene istituita per la prima volta una "Conferenza nazionale di coordinamento delle Adsp", presieduta dal ministero dei Trasporti, con il compito di redigere un Piano regolatore portuale nazionale. Infine, all'interno del pacchetto legislativo, sono stati inseriti i contenuti dell'emendamento "Cociancich", che obbliga le navi merci e passeggeri iscritte al registro internazionale italiano e impegnate su rotte sia estere che italiane ad imbarcare solo personale italiano per godere dei benefici fiscali, previdenziali e contributivi. Il tempo statuito per le compagnie marittime per adeguarsi è di 18 mesi. 
 
Sulla nomina dei presidenti e la fine dei commissariamenti occorre fare una precisazione: il commissariamento delle autorità portuali non finirà a breve. Ora il decreto dovrà essere firmato dal Presidente della Repubblica ed essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, solo a quel punto si potrà procedere con la consultazione tra ministro dei Trasporti e Regione di competenza per la nomina dei presidenti delle nuove Adsp, ragion per cui prima di settembre non si insedierà nessuna nuova dirigenza nei porti. E ora andiamo nei dettagli.
 
Comitato di gestione
«Si crea, sul modello dei porti europei – spiega il ministro dei Trasporti Graziano Delrio – un cda con ampia facoltà di decisione. Noi vogliamo, ad esempio, che il porto di Genova e Savona diventi il porto della Svizzera e quelli del Nord Adriatico quello merci dell'Austria e del Nord Europa». Nel Comitato di gestione ci saranno le istituzioni pubbliche, i privati confluiscono invece nel nuovo "organismo di partenariato della risorsa mare" con funzioni consultive.
 
Due sportelli unici
«Rispetto agli attuali 113 provvedimenti amministrativi, svolti da 23 soggetti, si prevede l'istituzione di due soli sportelli», spiega Delrio, ovvero quello doganale e amministrativo.
 
Piano regolatore portuale
Si basa su tre livelli: piano regolatore di sistema portuale, variante a stralcio e adeguamento tecnico funzionale, a cui si aggiunge un documento di sostenibilità ambientale ed energetica. Viene istituita una "conferenza nazionale di coordinamento delle Adsp" che definisce per la prima volta, sotto la guida del ministero dei Trasporti, un Piano regolatore portuale nazionale. 
 
Partecipazioni. Le Adsp potranno avere partecipazioni societarie ma solo in quote di minoranza e nei soli ambiti della logistica e dell'intermodalità. I contratti di lavoro dei dipendenti restano invariati.
 
Autonomia
Le autorità portuali che ne faranno richiesta potranno mantenere per 36 mesi un'autonomia finanziaria e amministrativa.

Le Autorità di sistema portuale (in grassetto i porti sede)
 
Liguria | Genova, Savona, Vado Ligure  La Spezia, Marina di Carrara

Veneto | Venezia, Chioggia

Friuli Venezia Giulia | Trieste

Emilia Romagna | Ravenna

Marche | Ancona, Falconara, Pescara, Pesaro, San Benedetto del Tronto, Ortona

Toscana | Livorno, Capraia, Piombino, Portoferraio, Rio Marina, Cavo

Sardegna | Cagliari, Olbia, Porto Torres, Golfo Aranci, Oristano, Portoscuso-Portovesme, Santa Teresa di Gallura

Lazio | Civitavecchia, Fiumicino, Gaeta

Campania | Napoli, Salerno, Castellammare di Stabia

Sicilia | Palermo, Termini Imerese, Porto Empedocle, Trapani, Catania, porti di Augusta

Puglia | Bari, Brindisi, Manfredonia, Barletta, Monopoli, Taranto,

Calabria | Gioia Tauro, Crotone, Corigliano Calabro, Taurena di Palmi, Villa San Giovanni, Messina, Tremestieri, Vibo Valentia, Reggio Calabria

I commenti
«Il primo passo è stato compiuto – afferma il presidente Federagenti Gian Enzo Duci – ma ora le scelte dei nuovi presidenti dovranno essere coerenti. Auspichiamo che queste scelte possano essere anticipate già nel momento di nomina dei commissari».

Una riforma, secondo il presidente Assoporti Pasqualino Monti, «di enorme significato politico e di grandi prospettive. Ora spetterà a tutti noi, amministratori e operatori, impedire che il progetto si fermi alle prime difficoltà e traguardi invece quei risultati di efficienza e produttività. I porti italiani e Assoporti sono chiamati quindi a sostenere intelligentemente governo e Parlamento».
«Adesso come primo atto, il ministro Delrio dovrà nominare i 15 presidenti delle nuove AdSP  facendo uscire dalle secche la portualità italiana che da troppi anni ha continuato ad arenarsi in commissariamenti che sono stati un danno per diversi scali, facendoci perdere in competitività», hanno concluso i sindacati Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti.