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05 agosto 2020, Aggiornato alle 18,46
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Politiche marittime

Porto di Palermo, l'appello di Monti a Speranza: "Partiamo subito con le crociere"

Per il presidente del sistema portuale della Sicilia Occidentale «ulteriori rinvii annienterebbero la stagione 2020»

Una nave da crociera nel porto di Palermo

«Il Mezzogiorno non può permettersi di perdere anche le crociere. Ulteriori rinvii annienterebbero la stagione crocieristica 2020, posticipando alla primavera del 2021 la ripresa di un mercato che sarà condannato a subire danni, diretti e indotti, insanabili». Lo afferma Pasqualino Monti, presidente dell'Autorità di sistema portuale della Sicilia Occidentale (Palermo, Termini Imerese, Trapani e Porto Empedocle).

Monti si rivolge in particolare al ministro della Salute, Roberto Speranza, consapevole che i ritardi nella definizione di una data precisa per la riapertura dei porti al mercato crocieristico «non siano frutto di una scelta deliberata, bensì una sommatoria di problemi che il ministero della Salute si trova ad affrontare in questa fase delicatissima di ripresa post emergenza Covid».

Palermo e gli scali del sistema portuale siculo vuole porsi, così, come «capofila di una iniziativa congiunta che coinvolga anche gli altri porti del Mezzogiorno e le realtà economiche locali che stanno pagando un prezzo altissimo al prolungato lockdown delle crociere con l'obiettivo di far giungere un appello immediato al ministro della Salute».

Secondo Monti non c'è da fare altro che decidere quando partire, e il prima possibile. Il turismo sta lentamente ripartendo e compagnie crocieristiche e ministero dei Trasporti hanno messo a punto i protocolli sanitari per fare crociere in sicurezza.

«I porti del Sistema del Mare di Sicilia Occidentale – afferma Pasqualino Monti – hanno investito con convinzione sulla crescita del mercato crocieristico, avviando un processo di riqualificazione globale che riguarda anche le città portuali, facendo decollare infrastrutture che erano al palo da decenni, assegnando concessioni, proprio a gruppi crocieristici leader che sono destinate a produrre un gettito importante per lo Stato. Ma quello che più ci preoccupa in questo momento non è la sola partita portuale: le crociere significano sviluppo e qualificazione del turismo nell'intero Mezzogiorno, significano una prospettiva di occupazione stabile in aree già complesse che stanno subendo in maniera pesantissima il tracollo nei flussi turistici internazionali». Ancora Monti: «La chiusura di un mercato che vede uno dei player principali, Fincantieri, essere leader mondiale nella costruzione di navi da crociera, non è un bel segnale in termini industriali. L'AdSP del Mare di Sicilia Occidentale, quindi lo Stato, investe anche nella realizzazione di cantieri navali che diano la possibilità proprio a Fincantieri di rispondere ai tanti ordini per la costruzione di nuove navi: è un controsenso, allora, tentennare sulla ripartenza. Correttissimo tutelare la salute pubblica, non risparmiamo protocolli di sicurezza sanitaria a bordo, come è stato fatto a terra, ma facciamo ripartire il mercato».