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11 aprile 2021, Aggiornato alle 16,33
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PNRR, tornano gli investimenti sui traghetti italiani

La Commissione Lavori pubblici del Senato e quella Trasporti della Camera ripropone un fondo per il rinnovo e il refitting della flotta privata

(M.Peinado/Flickr)

«Maggiori investimenti nel rinnovo della flotta navale italiana, sia per raggiungere l'obiettivo di ridurre le emissioni che di incentivare la produzione industriale della cantieristica navale italiana, ponendo particolare attenzione ai collegamenti con le isole e al potenziamento delle autostrade del mare». Lo scrive la Commissione Lavori pubblici del Senato, includendo così nuovamente i fondi per il rinnovo della flotta di cabotaggio italiana, come richiesto più volte negli ultimi mesi dal presidente di Assarmatori, Stefano Messina.

I fondi - che una prima versione vedeva concretizzati in circa 2 miliardi di euro, poi depennati e ora ritornati - dovrebbero essere inseriti nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, su cui nei giorni scorsi c'è stato un confronto anche con la rete di imprenditori del Meridione.

Al responso della Commissione del Senato, si aggiunge anche la Commmissione Trasporti della Camera, che ha chiesto al governo l'inclusione del trasporto marittimo privato «tra i settori da coinvolgere per la ripresa sostenibile e innovativa prevedendo misure di incentivazione per il rinnovo della flotta e il miglioramento delle performance ambientali, ponendo l'attenzione sull'esigenza di garantire che gli incentivi rivolti al rinnovo e al refitting della flotta privata abbiano una ricaduta occupazionale e industriale sul territorio nazionale e europeo».

«Gli armatori vogliono investire per garantire servizi più efficienti e sostenibili, ma è evidente che il contesto di mercato in cui oggi si muovono è assolutamente deteriorato e non consente di sostenere da soli i costi di uno sforzo così impegnativo», ha spiegato Messina nel corso di un webinar di una settimana fa, secondo il quale «i due miliardi di euro ipotizzati dalla prima edizione del PNRR e su cui abbiamo traguardato le nostre aspettative, attiverebbero oltre 7 miliardi di valore in investimenti, molti dei quali potrebbero essere catturati dall'industria nazionale della navalmeccanica, altra eccellenza che si aggiunge al sistema complessivo del trasporto marittimo completandolo ed integrandolo».

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