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01 ottobre 2020, Aggiornato alle 18,41
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Politiche marittime

Piloti dei porti, riformata la formazione

Firmato decreto Guardia costiera-MIT, che si allinea alle norme dell'IMO. Corsi obbligatori e formazione continua per (quasi) tutti

Scarpati, Pettorino, Coletta e Bandiera

Venerdì, a Napoli, in occasione della Naples Shipping Week, è stato firmato il decreto interdirigenziale che contiene nuove linee guida per la formazione dei piloti dei porti. Non cambia nella sostanza rispetto alla bozza iniziale: corsi con frequenza obbligatoria per la formazione iniziale e corsi di aggiornamento continuo negli anni di servizio, esentando quelli con più di 25 anni di professione alle spalle. Il decreto serve soprattutto a uniformare la formazione al livello mondiale, allineandosi alla risoluzione A960 del 2003 dell'International Maritime Organization (IMO) relativa alle "Raccomandazioni sull'addestramento e la certificazione e le procedure operative per i piloti marittimi diversi dai piloti d'altura", approvato dal Comando generale delle capitanerie di porto e dalla direzione generale del ministero dei Trasporti per i trasporti via mare. Il documento è stato firmato dal Comandante della Guardia costiera, Giovanni Pettorino, e dal dirigente della direzione generale del dicastero, Mauro Coletta, alla presenza del segretario generale dell'IMO, Kitak Lim. 

A chi è destinato
Ai piloti che alla data di entrata in vigore del decreto sono già stati nominati piloti effettivi, e che entro il termine ultimo del 31 dicembre 2020 devono frequentare il corso Bridge Resource Management. Non si applica ai piloti che alla data di entrata in vigore del presente decreto abbiano maturato 25 anni di servizio come pilota effettivo e/o che saranno posti in quiescenza entro il 31 dicembre 2023. Le associazioni di categoria devono annualmente promuovere i corsi, coinvolgendo amministrazioni locali e Università.

«Un traguardo importante per la nostra professione – ha detto il presidente di Fedepiloti, Francesco Bandiera - che ci permette di proiettarci nel terzo millennio. Grazie all'introduzione di due pilastri quali la sicurezza, intesa come ship security, e la salvaguardia ambientale, i piloti di domani, mantenendo salda la nostra tradizione, saranno preparati alle nuove emergenze. Oggi possiamo dire che inizia una nuova era per il pilotaggio dei porti». E congratulazioni all'Italia per questo passo in avanti sono arrivate direttamente da Mr.Kitak Lim, segretario generale dell'IMO, l'Organizzazione Marittima Internazionale che ha suggerito il nuovo percorso formativo. Mr. Lim, presente tra gli stand del salone napoletano dedicato al cluster marittimo, ha espresso il proprio parere durante un breve incontro informale con il presidente Bandiera.

Pettorino e Coletta hanno riconosciuto il «ruolo fondamentale di supporto tecnico sia per i comandanti delle navi sia per le autorità marittime» del pilotaggio, mestiere che richiede «un'adeguata relazione tecnico-professionale tra pilota, comandante della nave e, per quanto appropriato, con l'Ufficiale in servizio di guardia al fine di assicurare la sicurezza dell'attività di pilotaggio».