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16 luglio 2024, Aggiornato alle 19,41
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Cultura

Però il mare è (forse) ancora quello

Riflessioni di Decio Lucano sulle traversate degli oceani di ieri e di oggi

Alex Carozzo (Ph: Giornale della Vela)

di Decio Lucano (DL Notizie)

Nel 1966 la Marina Militare italiana decise di affidare a Vittorio G. Rossi centinaia di fotografie di navi militari di tutte le specie e di uomini a bordo ripresi nelle loro incombenze, con la consegna di scegliere un certo numero di immagini e di commentarle. La Marina, d'accordo con Mondadori, fece stampare un volume di formato 40X30 intitolandolo Però il mare è ancora quello e divenne uno splendido e originale mezzo di comunicazione sul mare. Da allora sono cambiate tante cose ma "Il mare è ancora quello". 

"Mah, forse si è abbonacciato", mi disse un amico, "vedi come barche modeste condotte da giovani e anziani fanno il giro del mondo, la Vespucci quest'anno ha fatto il giro anche lei, tutti hanno visto l'immagine del veliero doppiare Capo Horn con calma piatta; e poi dove sono andati i famosi quaranta, cinquanta ruggenti dell'era dei clipper?"

Con la evoluzione tecnoologica la navigazione è diventata più facile? Non saprei che cosa rispondere, leggiamo (nel numero 14 del DL Notizie Logbook 2024, ndr) il report di un incontro al Galata Museo di Genova con due personaggi molto originali e un libro edito da Mursia che racconta la passione di una donna per la vela e per i viaggi liberatori in mare.

Siamo a ottimi livelli, ma "il mare è ancora quello?". Voglio ricordare il capitano Alex Carozzo (1932) il primo navigatore solitario italiano del dopoguerra, che costruì nel suo liberty una imbarcazione a vela e attraversò il Pacifico in pieno inverno e poi altre traversate da cui nacquero libri come Qualsiasi oceano va bene. Ero un suo buon amico e sostenitore. 

Tag: libri - storia