|
napoli 2
17 gennaio 2020, Aggiornato alle 13,53
intersped 2

Informazioni MarittimeInformazioni Marittime

speciale1

Noli marittimi più cari, vertice al ministero dei Trasporti

I sindacati dell'autotrasporto discuteranno col governo dei nuovi rincari da parte degli armatori per recuperare i rincari del nuovo combustibile senza zolfo

La sede principale del ministero dei Trasporti, a Porta Pia

Oggi, alle 14.30, a Roma, nella sede del dicastero, il ministero dei Trasporti terrà un incontro con i sindacati dell'autotrasporto per fare il punto sull'adeguamento dei noli marittimi. A partire dall'inizio dell'anno, infatti, l'aumento del costo del combustibile - che dal primo gennaio dovrà essere molto più raffinato, con un tenore di zolfo bassissimo – comporterà un aumento dei prezzi dei noli marittimi, per adeguare i costi maggiori di viaggio.

«Nel corso della riunione - si legge in una nota del ministero - saranno affrontati gli argomenti più urgenti posti dalle associazioni rappresentative degli operatori. In particolare verranno prese in esame le proposte per sostenere il settore del trasporto merci e il suo ruolo fondamentale per lo sviluppo dell'economia delle isole».

I rincari dovrebbero aggirarsi intorno al 25 per cento per chi trasporta merci su mezzi pesanti. Per quanto riguarda il cabotaggio, per esempio, dal primo gennaio le compagnie italiane Grimaldi Lines, Grandi Navi Veloci e Tirrenia-Moby stanno applicando un environmental sulphur surcharge IMO 2020, un supplemento che va dai 5 agli 8 euro a metro lineare per compensare i maggiori costi del carburante. Gli autotrasportatori (che secondo i calcoli di Cna-Fita rappresentano circa tre quarti delle imprese sarde) chiedono un intervento della Regione Sardegna per chiedere al governo un correttivo.

Dal primo gennaio è entrato in vigore un nuovo regolamento mondiale dell'International Maritime Organization. Stabilisce che tutte le navi mercantili dovranno navigare con un tenore di zolfo nel carburante dello 0,5 per cento di massa/massa, sette volte meno il livello concesso fino al 2019, che era del 3,5 per cento. Una misura che fa bene all'ambiente, molto importante per abbattere le emissioni nocive provenienti dallo shipping, ma che comporterà una prima fase di transizione caratterizzata da ingenti spese da parte dell'armamento (installando "marmitte catalitiche", scrubber, per continuare a utilizzare lo stesso bunker, o andando a modificare il sistema di propulsione), incertezze sull'approvvigionamento di bunker e, infine, tariffe che lievitano.