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30 maggio 2020, Aggiornato alle 20,01
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Moby-Tirrenia: "Lavoriamo alla ristrutturazione del debito"

In una nota, l'armatore rassicura gli obbligazionisti. Un "senior facilities agreement" permetterà alla compagnia di non pagare gli interessi di febbraio

Una nave di Moby

Tregua con gli obbligazionisti, quelli detentori di un bond da 300 milioni di euro, e avvio di un piano di ristrutturazione del debito con le banche, pari a 260 milioni di euro. Così Moby prova a ripartire, magari scongiurando i "licenziamenti mascherati" di Napoli e Cagliari, sessanta persone che dal primo maggio dovrebbero essere delocalizzati verso Nord. A questo si aggiunge la possibilità di una proroga della convenzione con lo Stato per la continuità territoriale con le isole, in scadenza a luglio, che permetterebbe perlomeno di rimandare la chiusura delle sedi Tirrenia di Napoli e Cagliari. Nel frattempo, nei giorni scorsi è stato sospeso il collegamento merci Napoli-Catania.

In un comunicato, il gruppo Onorato armatori rassicura che verso la compagnia non ci saranno «azioni esecutive o richieste di rimborso del debito». Inoltre, «la società non effettuerà i pagamenti degli interessi previsti per metà febbraio, ai sensi del bond e del senior facilities agreement, né il pagamento della rata dovuta ai sensi del senior facilities agreement. Le attività e l'operatività della società si prevede proseguano normalmente durante le discussioni volte alla ristrutturazione del debito».