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09 luglio 2020, Aggiornato alle 10,18
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Politiche marittime

Merlo: "Presto il Tavolo di partenariato"

L'organo consultivo degli operatori portuali sarà decretato a breve, riferisce il consigliere del ministro dei Trasporti Graziano Delrio


Nei prossimi giorni il ministro dei Trasporti Graziano Delrio firmerà il decreto che istituisce i "Tavoli di partenariato", organismi di rappresentanza degli operatori portuali. Lo annuncia il consigliere di Delrio, ed ex presidente del porto di Genova, Luigi Merlo. «Non è una diminutio – afferma all'Ansa - i tavoli di partenariato diventeranno il vero strumento di copianificazione e coprogrammazione che il presidente potrà attivare per interloquire con privati e sindacati». Inoltre, sottolinea Merlo, «si sta lavorando sul decreto interministeriale per lo sportello unico dei controlli e c'è grande lavoro degli uffici per la stesura delle linee guida per i nuovi piani regolatori portuali con un lavoro straordinario di regia del Consiglio superiore dei Lavori Pubblici».

Comitato di gestione
Il Comitato di gestione sostituisce il Comitato portuale. Mentre quest'ultimo è composto da istituzioni e privati, il Comitato di gestione (ancora da decretare) sarà formato solo da istituzioni locali, mentre le istanze di rappresentanza degli imprenditori e dei soggetti privati confluiranno nel Tavolo di partenariato. Si riunisce, «di norma», ogni due mesi anziché una volta al mese. Al suo interno non vi sono più rappresentate le categorie professionali e i sindacati – come nel vecchio Comitato portuale - che confluiranno invece nel nuovo "Tavolo di partenariato della risorsa mare". È composto da: presidente dell'Autorità di sistema portuale (AdSP), rappresentante della regione, del sindaco, dei comuni e dell'autorità marittima.
 
Tavolo di partenariato e osservazioni del Consiglio di Stato
Gli "orfani" del Comitato di gestione confluiscono qui (ma anche nelle nuove commissioni consultive). È composto da: presidente AdSP, comandante del porto, associazioni datoriali e sindacali. Ha funzioni consultive su piano regolatore, piano operativo triennale e sui livelli dei servizi. Pur essendo quest'ultimo valutato come «particolarmente positivo», il Consiglio di Stato a maggio, prima che la riforma dei porti diventasse leggeha osservato che la decisione del governo di separare nettamente rappresentanza privata e pubblica è il passaggio da un eccesso a un altro: nel Comitato di gestione, scrive il Consiglio di Stato, c'è «un eccessivo sbilanciamento in favore della componente designata dagli enti territoriali», una soluzione che «si espone alla critica di ridurre troppo sensibilmente l'apporto della base socio-economica». Pertanto, «diverrebbe essenziale definire con maggiore chiarezza il ruolo partecipativo del Tavolo di partenariato della risorsa mare».