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28 ottobre 2021, Aggiornato alle 14,00
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Mattanza di 1428 delfini nelle Faroe, la denuncia di Marevivo

"Non ci sono parole per definire la miopia di coloro che ancora portano avanti una così barbara tradizione", afferma Laura Gentile, project manager dell'associazione


Una mattanza ignobile e inaccettabile quella dei 1428 delfinidi della specie lagenorinco acuto (Lagenorincus acutus) che nei giorni scorsi sono stati accerchiati e condotti verso le acque poco profonde della spiaggia di Skàlabotnur, sull'isola di Eysturoy nelle Faroe, dove sono stati lasciati a lungo in agonia prima di essere uccisi; molti di loro erano stati investiti dalle barche a motore e trucidati dalle eliche. Secondo Sea Shepherd, si tratta della più grande uccisione di delfini della storia faroese (anche più grande della mattanza di 1200 globicefali nel 1940), e potrebbe essere addirittura la più grande caccia ai cetacei mai registrata al livello mondiale.

"È intollerabile assistere ogni anno al rinnovarsi di questi massacri», afferma Laura Gentile, project manager di Marevivo. «Non ci sono parole per definire la miopia di coloro che ancora portano avanti una così barbara tradizione. Non basta una pandemia globale, non basta la pesantissima crisi ambientale che il mondo sta vivendo con tutte le incognite che da questa deriveranno per comprendere, una volta per tutte, che dobbiamo totalmente ripensare il rapporto dell'uomo con gli animali e l'ambiente e fondarlo sul rispetto e sulla protezione degli habitat naturali che garantiscono la vita di tutti gli esseri viventi sul pianeta".