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07 luglio 2020, Aggiornato alle 15,57
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Armatori

Maersk pensa di dividersi in due

Due aziende, "trasporti" ed "energia", dove far confluire le attività del primo gruppo armatoriale al mondo. Il CdA sta valutando l'ipotesi, su cui deciderà entro settembre


Un ramo "trasporti" e uno "energia". Sarà questo il futuro della multinazionale del mare Maersk, primo gruppo armatoriale al mondo. Lo rivela il quotidiano danese Berlingske sulla base di fonti interne all'azienda, la quale ha confermato questa ipotesi, specificando però che attualmente ci si sta limitando a consultarsi, con il consiglio di amministrazione della compagnia marittima che sta valutando l'ipotesi insieme ai dirigenti. La notizia non è una novità visto che Michael Pram Rasmussen, uno dei membri del CdA, a giugno ne aveva accennato: «alcune società starebbero meglio al di fuori del gruppo», ha detto allora. Comunque sia, il gruppo nelle prossime settimane analizzerà questa strada della doppia azienda, per annunciare ufficialmente la sua decisione entro settembre. 
 
Un gruppo armatoriale molto grande quello di Maersk, il più grande al mondo per la precisione, che negli anni ha diversificato a tal punto le sue attività da arrivare naturalmente a valutare la strada del raddoppio aziendale. Nella divisione trasporti convoglierebbero Maersk Line (container), Apm Terminals (terminal), Maersk Tankers (flotta di petroliere e product tanker), Damco (spedizioni e logistica) e infine Svitzer (rimorchiatori e mezzi di soccorso). In quella dedicata all'energia invece ci sarebbero la compagnia petrolifera Maersk Oil, Maersk Drilling specializzata nelle perforazioni, e Maersk Supply Service, società di servizi per offshore, petrolio e gas. «Avrebbe senso a questo punto una doppia razionalizzazione e una vendita degli asset non core, rendendo più facile per gli investitori capire cosa stanno comprando», commenta Espen Landmark Fjermestad, analista Fearnley Securities.
 
«Come ha già precisato in passato un nostro amministratore delegato [Rasmussen], vogliamo valutare questa opzione», ha commentato qualche giorno fa Louise Muenter, capo delle relazioni pubbliche della compagnia. «La cosa importante da tenere presente – precisa - è che questa è una delle possibilità che stiamo valutando, considerando che ormai una sola struttura non garantisce più la crescita». Il primo trimestre di quest'anno, infatti, è andato male, e il secondo ha registrato una perdita di quasi un miliardo di dollari.
 
Tra i problemi organizzativi interni, il primo che si proporrà casomai il CdA e i dirigenti scegliessero di dividere in due Maersk, sarà la struttura apicale. Soren Skou, attuale presidente del CdA, rimarra a capo di entrambe le società, o ne verrà nominato un secondo?
Tag: maersk