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18 giugno 2021, Aggiornato alle 17,30
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Cultura

Lo scrivano tra i corsari

Sulle navi della Guerra di Corsa non mancava mai. Aveva il compito di annotare tutto ciò che veniva "confiscato"


di Tobia Costagliola - DL News, a cura di Decio Lucano

Devo segnalare un libro molto interessante di Giorgio Pietrostefani: La Guerra Corsara – Forma Estrema del libero Commercio (Edizioni Jaka Book, 2002), che limitandosi alla esperienza di Olanda, Francia ed Inghilterra nel periodo che va dal ‘200 al ‘700 (Francia) e, dal ‘500 fino al '700 (Olanda e Inghilterra) descrive dettagliatamente la figura e le funzioni dello scrivano e di altre figure professionali marittime come il capitano, il medico, il nostromo, il cappellano (era obbligatorio sulle navi da corsa come il chirurgo: dove finiva uno, iniziava l'altro…), ecc. La Guerra da Corsa, soprattutto tra il ‘500 e il ‘700, ha visto queste nazioni a volte alleate (soprattutto contro il predominio della Spagna), altre volte in conflitto tra di loro (es. Guerra dei trent'anni e guerra di successione spagnola). In ogni caso, la "Guerra da Corsa" si distingueva dalla cosiddetta pirateria principalmente per il consenso del governo sotto la cui bandiera il corsaro operava.


Il ruolo dello scrivano
Su tutte le navi delle citate flotte la figura dello scrivano assume una rilevante importanza ed è caratterizzata soprattutto per la sua prerogativa di "neutralità". Nelle flotte esaminate, indubbiamente, l'aspetto commerciale propriamente detto cede il posto ad altre esigenze: "La Guerra da Corsa è la storia di una impresa mercantile e militare, dove l'arte militare è al servizio del Tesoro dello Stato e la posta in gioco è il dominio dei mari". Lo scrivano in questo contesto rappresenta la longa manus che appone il sigillo reale su tutto ciò che viene "conquistato" e "confiscato": "E' un ufficiale che tiene l'inventario e i conti su una nave da guerra o su un mercantile. Per garantirne l'indipendenza gli è proibita ogni partecipazione all'armamento di vascelli commerciali. Deve redigere l'inventario del carico di ogni nave catturata e apporre i sigilli sugli accessi delle stive. Resta fuori delle sue competenze il "Piccolo bottino", il cosidetto "pluntrage" in cui si ramazza tutto quello che si può o che non fa parte propriamente del carico. Ciò avviene a parità di grado: Al capitano spetta quanto è nella cabina del capitano nemico, al cappellano quello che è nel baule del cappellano nemico e così di seguito".