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23 settembre 2022, Aggiornato alle 21,13
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Logistica

L'Europa senza fiumi, 110 euro per trasportare l'acciaio

I colossi BASF e Thyssengroup hanno problemi a movimentare la merce nel centro del continente, che si basa principalmente sul trasporto su chiatta

La sede di BASF a Berlino (Christopher Pratt/Flickr)

BASF e Thyssengroup, due campioni dell'industria tedesca rispettivamente della chimica e dell'acciaio, in queste ultime settimane stanno subendo le gravi conseguenze della siccità che sta colpendo il centro Europa, con i costi di trasporto cresciuti da 20 a 110 euro per tonnellata. Fiumi in secca e ritorno del carbone hanno impennato le tariffe su chiatta. La siccità del 2008, come certifica il Kiel Institute, ha avuto un impatto sul PIL del paese causando una flessione dello 0,4 per cento del PIL. E questa di quest'anno dovrebbe essere ancora più grave. Il governo di Berlino ha già imposto alle ferrovie di garantire la priorità al traffico delle materie prime rispetto a quello passeggeri.

Le ferrovie, quindi, tornano a essere la cura in queste situazioni, visto che il fiume Reno, all'altezza di Kaub, a ovest di Francoforte, ha raggiunto i 30 centimetri di pescaggio, una strozzatura notevole per il sistema logistico di un'area che nel 2020 ha movimentato 160 milioni di tonnellate di merce lungo 1,300 chilometri di fiumi che scorrono tra la Svizzera e l'Olanda, dove transitano un terzo del carbone, del petrolio e del gas.
 
La Germania e l'Olanda insieme rappresentano circa il 70 per cento del traffico merce fluviale in Europa. L'Italia, che tranne per il Po non ha fiumi navigabili di grande portata, è terzultima con lo 0,04 per cento della quota.

Un contesto che, secondo Federagenti, potrebbe rilanciare il ruolo della penisola italiana come punto di smistamento delle merci destinate in nord Europa.