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Porto di Napoli
19 dicembre 2018, Aggiornato alle 12,49
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Eventi - Logistica

Le 15 opere che servono alla logistica italiana

All'assemblea Confetra, Marcucci elenca le nuove infrastrutture «non negoziabili». Manifattura e logistica sempre più strette

Marcucci e Toninelli

Secondo Confetra sono 15 le opere decisive per lo sviluppo logistico dell'Italia. Tra queste: il Terzo Valico di Genova più i suoi nodi ferroviari, l'autostrada A36 Pedemontana Lombarda, l'Alta velocità Napoli-Bari, il parco ferroviario del porto di Trieste, la Darsena Europa e il progetto Scavalco del porto di Livorno, «interventi diffusi» di ultimo miglio. E poi la storica Bologna-Firenze, il Malpensa Cargo District, il completamento della statale Jonica, il tunnel del Brennero, il nodo di Verona e la Gronda di Genova. Infine, l'attuazione dello sportello unico doganale. Di tutto questo si è parlato a Roma, mercoledì, all'annuale assemblea di Confetra, con il titolo Check-Up Log: le infrastrutture strategiche per il trasporto e la logistica. Sono intervenuti anche: Maurizio Gentile, amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana; Ennio Cascetta, amministratore unico di RAM; Cinzia Bricca, vicedirettore Agenzia delle dogane; Zeno D'Agostino, presidente Assoporti; Roberto Vergari, direttore centrale vigilanza tecnica ENAC.

Per il presidente dell'associazione logistica, Nereo Marcucci, le 15 opere citate non sono negoziabili e «siamo disponibili a ribadire al professor Ponti, alla nuova struttura di missione del ministero dei Trasporti, al suo ministro, che nessuna ulteriore project review potrà scalfire questo nostro convincimento». Opere utili, come lo sono «tutto quel complesso di piccole opere diffuse che servono concretamente ai cittadini: manutenzione dei ponti e delle strade, varianti autostradali, tessuto urbano, treni puntuali, comodi e sicuri. Tante piccole opere sono la più grande opera a cui questo Paese deve lavorare», ha detto il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, che sui porti aggiunge: «Vogliamo puntare ancora di più a contrarre i tempi improduttivi per le navi e gli sprechi che sottraggono competitività agli scali italiani: in questo senso vanno potenziate le operazioni di sdoganamento a mare, il pre-clearing, perché riducono e in molti casi eliminano i tempi di stazionamento delle merci nei terminal di sbarco, contraggono i costi del ciclo import-export e decongestionano i modesti spazi a disposizione per lo stoccaggio delle merci».

Cambia il rapporto manifattura-logistica
Il secondo punto da cui ripartire e il ripensamento del rapporto tra manifattura e logistica: se in passato era separato, oggi costituisce un unico ecosistema. «Occorre superare – afferma Marcucci - la cultura di impresa che spezzava i segmenti produzione industriale=manifattura e logistica=commodity. Serve un approccio completamente nuovo: i clienti oggi sono clienti globali di prodotto e servizio, la competitività del sistema paese dipende dalla riuscita del matrimonio tra manifattura e logistica.

Si chiede poi una nuova legge sulla rappresentanza. Confetra, Confindustria, Assoporti e Confitarma «lavorano gomito a gomito su tutti i principali dossier», informa Marcucci, per questo si chiede che «le associazioni di rappresentanza non devono essere dependance di singoli gruppi industriali o multinazionali, devono essere democratiche, scalabili, devono render conto di come si finanziano, devono stare alla larga dai contributi pubblici diretti e indiretti. Oggi c'è un gran caos, tutti dicono di rappresentare tutto, il vincolo associativo è diventato un optional come pure il normale ricambio dei gruppi dirigenti».

Sono stati presentati due progetti: l'Osservatorio sulla BRI promosso con SRM, e il network con 3 Atenei (Napoli, Roma, Genova) per costruire un centro studi sulla logistica.

I numeri di Confetra
19 associazioni nazionali di categoria: autotrasporto, trasporto ferroviario merce, terminal portuali, cargo aereo, interporti, magazzini, corrieri, spedizionieri, doganalisti, agenti marittimi. 62 organizzazioni territoriali, metropolitane e regionali. Tutte rappresentano: 110 miliardi di valore, 11 per cento del PIL nazionale, un milione di addetti articolati in 6 diversi CCNL.