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18 giugno 2021, Aggiornato alle 17,30
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Cultura

La lezione del mare

Cultura del  fare e principi di cooperazione "spiegati" a bordo di una barca. Tra lenze, ami ed esche


di Osvaldo Cammarota*

All'alba, con una coppiata di gamberi e una ceppa di cozze di scoglio, è fatta l'esca per andare a lenze di fondo. Quel granchio fellone che hai visto facendo le cozze, è troppo piccolo, ma lo prendi lo stesso e lo conservi vivo sotto il paiolo... può servire dopo.

Luveri, tracine, mafroni, orate, saraghi, pinterrè, guarracini... ti aspetta una varietà infinita di pesci, ma sai bene che potresti anche non prendere niente, oppure arrivare faticosamente sulla posta ed essere costretto a tornare indietro da una tropea o da un improvviso capriccio del mare. Ma non te ne frega niente, tutte le giornate di questo periodo sono buone per questo tipo di pesca.

Mentre raggiungi a remi la tua meta, inneschi un gambero vivo ad una lenza e provi a vedere se puoi prendere una spigola o una ricciòla a traino. Dopo un'ora sei sulla secca, ma la foschia ti impedisce di vedere i segnali; non ti resta che calare la lenza e scandagliare il fondo per trovare il posto giusto, dove la volta precedente hai preso quelle belle pezzogne. Devi affrettarti, perché il vento sta per girare a ponente e tu sai che in quel momento i pesci si muovono in cerca di cibo, è un punto d'acqua favorevole per pescare. Trovato il punto giusto molli l'ancora, ma, sul fondo i pesci ancora non abboccano. Pazienza, provi a vedere se a sette/otto passi d'acqua toccano le vope o i sauri.

Improvvisamente, la lenza che avevi lasciato sul fondo, ti avverte che è il momento di dedicare tutta la tua attenzione ai pesci di fondale che cominciano a toccare, e fai bene ad ascoltarla, perché sai che il punto d'acqua dura poco, devi approfittarne. Questo è il momento in cui apprezzi tutto il tempo che hai speso per allestire bene le lenze, sostituire gli ami arrugginiti, prevedere ogni impedimento. Hai poco tempo, da come lo usi dipende il successo della tua pesca.

I pesci abboccano in continuazione, il mare è calmo, ma, buttando un occhio a ponte, ti rendi conto che di lì a poco si scatenerà una buriana. Non è facile lasciare la posta mentre i pesci abboccano, ma, seppure a malincuore sei costretto a farlo, senza perdere un minuto. Avvolgi le lenze, salpi l'ancora, leghi al remo i due pizzi del lenzuolo, leghi la canna in diagonale e sul quarto pizzo abbozzi uno stramazzuolo che ti servirà da scotta. Alzi il remo a mò di albero, con l'altro remo fai il timone, rivolgi la prua verso casa e prendi il vento che comincia a rinforzare.

Ma per mare non c'é tempo che vada sprecato, molli di nuovo la lenza a traino per vedere se per caso abbocchi qualche tonnetto, qualche capone, cominci a studiare la direzione da prendere per fare un ardimentoso passaggio tra le secche, perché sai che proprio lì, nella frangitura, le spigole vanno a mangiare le alghe e i molluschi che la furia del mare strappa agli scogli.

Quando torni a terra alla rena sei stanco, la barca è piena d'acqua e di pesci che ti sguazzano fra i piedi, devi tirare la barca a secco, ma da solo non ce la fai. Devi fare una squadra affiatata di amici che ti diano una mano; quanto più è pesante la barca, tanto più forte deve essere la squadra... Te li ritrovi gli amici, perché tu stesso non ti sei mai sottratto a dare una mano agli altri nel momento del bisogno... Quando dài la voce sono già tutti lì, intorno alla barca, con le mani ben piazzate sugli scalmi e i trincanini, aspettano solo che tu dìa la voce. Oooh tìra... ooh vénga. Loro sanno che sulla ì di tìra e sulla é di vénga devono concentrare il massimo sforzo.

È questo l'unico modo per dare senso alla fatica di tutti, cogliere risultati concreti; e infatti, la barca comincia lentamente a salire all'asciutto. Il ragazzo, ancora troppo debole per tirare, provvede a sistemare le falanghe, fra qualche anno, se lo vorrà, sarà diventato un bravo pescatore, o un buon carpentiere.

*Operatore di sviluppo territoriale e coordinatore Banca Risorse Immateriali 

Immagini home page e articolo: Spencer Tracy nel film Il vecchio e il Mare (1958), tratto dall'omonimo romanzo di Ernest Hemingway