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29 ottobre 2020, Aggiornato alle 22,32
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Politiche marittime

La bulk carrier è la nave più efficiente (ed ecologica)

La portacontainer quella meno. L'Olanda emette tre quarti della CO2 europea proveniente dallo shipping. Un paper commissionato dal governo finlandese evidenza la necessità di includere il trasporto marittimo nel mercato del carbonio

L'Istituto meterologico finlandese, Helsinki (Pasi Markkanen)

di Paolo Bosso

Bisogna ancora capire per bene quanto inquina lo shipping. Ogni tipologia di nave è una storia a sé. La cosa certa è che è arrivato il momento di includere il trasporto mercantile nel sistema internazionale di scambio delle quote di carbonio. È la conclusione a cui sono arrivate l'Università di Turku e l'Istituto meterologico finlandese in uno studio commissionato dal ministero dei Trasporti e delle Comunicazioni della Finlandia.

Lo studio evidenzia come a inquinare meno, nel tempo e in proporzione alle economie di scala - il parametro è l'efficienza di trasporto - sono le bulk carrier, seguite dalle ro-ro, le car carrier e le portarinfuse. Le più inquinanti, sempre in proporzione alla quantità di merce che trasportano, sono le portacontainer.

Cosa dice la ricerca
Il paper è visibile a questo link (è scritto in finlandese). Il ministero dei Trasporti e delle Comunicazioni della Finlandia sottolinea due aspetti importanti. In primo luogo che un monitoraggio esaustivo dell'inquinamento proveniente dal trasporto mercantile non è stato ancora fatto, in secondo luogo che l'inquinamento proveniente da questo tipo di mezzi varia parecchio a seconda della tipologia di nave. In conclusione, senza una politica internazionale sulle emissioni che includa lo shipping questo sarà destinato a incrementare le emissioni del 50 per cento entro il 2050. 

Gli studi europei più recenti, quelli classificati nel Monitoring, reporting and verification (MRV), hanno stilato la top ten delle principali fonti di emissione. La prima compagnia marittima per tonnellate di anidride carbonica emessa (ottavo posto nel ranking) è Mediterranean Shipping Company, pari a 11 milioni di tonnellate nel 2018 (è anche il secondo armatore al mondo per quantità di navi e merce trasportata, dopo Maersk). La compagnia aerea Ryanair ha emesso nello stesso anno 9,9 milioni di tonnellate (decima nel ranking). Tutte le altre società della top ten sono centrali a carbone. 

Paese che vai, inquinamento che trovi
A seconda del Paese le emissioni dello shipping variano tanto. La sola Olanda emette tre quarti dell'anidride carbonica emessa dalle navi in tutta Europa. La Finlandia circa il 3 per cento. Di conseguenza sono i paesi più marittimi, come la Finlandia, l'Olanda, l'Italia, la Grecia, tra gli altri europei, quelli più esposti a un inquinamento dello shipping, paragonabile a quello delle autovetture.

Economie di scala determinanti
Le economie di scala, spiega la ricerca, sono la chiave per capire come evolverà l'inquinamento marittimo. Navi più grandi impattano meno sull'ambiente perché trasportano più carico. Inoltre, ogni nuova nave costruita è sempre meno inquinante (a volte in maniera esponenziale) di quella della generazione precedente. La ricerca per il governo finlandese ha calcolato che solo in Finlandia, tra il 2017 e il 2030, si prevede che la stazza media delle navi crescerà del 22,7 per cento, più o meno in linea con la media mondiale, calcolata intorno al 23 per cento. In questo scenario, l'efficienza del trasporto migliorerebbe del 2,3 per cento per le navi portacontainer e del 9,4 per cento per le portarinfuse.

La ricerca segue l'iniziativa della Commissione Ambiente del Parlamento europeo che il 7 luglio ha votato a favore dell'inclusione dello shipping nel mercato dello scambio di quote del carbonio, allineando così le direttive ambientali dell'International Maritime Organization con quelle di Bruxelles, armonizzando una legislazione che rischia altrimenti di affastellarsi e rallentare ulteriormente le iniziative politiche. La proposta della Commissione verrà discussa dal Parlamento Ue a settembre, per essere poi, nel caso di un'approvazione, inclusa nel sistema dello scambio delle emissioni nell'estate 2021.

Il ministero dei Trasporti e delle comunicazioni finlandese – uno dei Paesi più marittimi al mondo – ha detto che il voto di inizio luglio del Parlamento Ue «è una delle aree chiave in cui si può influenzare il processo decisionale dell'Unione europea». È fondamentale, quindi, che sia conosciuto approfonditamente il livello di inquinamento per tipologia di nave, così da creare un mercato delle emissioni più giusto di modo che i sovracosti, gli sgravi e i contributi per il settore siano applicati in modo equo.

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