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20 ottobre 2020, Aggiornato alle 21,16
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Politiche marittime

Bruxelles ci riprova: Parlamento Ue chiede taglio CO2 per lo shipping

La commissione Ambiente ha votato l'allineamento dei regolamenti Ue con quelli dell'IMO, includendo il trasporto marittimo nel sistema di scambio delle emissioni. A settembre si deciderà

Jutta Paulus, eurodeputato tedesco (Verdi/ALE), in visita al porto di Rotterdam a ottobre 2019 (portofrotterdam.com)

a cura di Paolo Bosso

La Commissione Ambiente del Parlamento europeo ha proposto la revisione del sistema Ue di monitoraggio e scambio delle emissioni di anidride carbonica, chedendo di includere il trasporto marittimo. Inoltre, i parlamentari ritengono che il mercato dello scambio delle emissioni non sia sufficiente e chiedono anche di obbligare le compagnie marittime a ridurre le emissioni di anidride carbonica del 40 per cento entro il 2030.

Si tratta, per la precisione, di allineare l'EU MARV Regulation, il meccanismo di quote emissive per lo shipping, ai nuovi regolamenti dell'International Maritime Organization per il monitoraggio dell'inquinamento da CO2 da parte dello shipping negli anni 2019 e 2020. La relazione commissariale ha ricevuto 62 voti favorevoli, 3 contrari e 13 astensioni. 

La forma finale legislativa di questa proposta prenderà forma tra il 14 e il 17 settembre, durante le sedute plenarie di Strasburgo e l'avvio dei negoziati tra gli Stati membri. Se questa proposta passasse in Parlamento, nell'EU Emissions Trading Sysyem (ETS) verrebbero include anche le navi dalle 5 mila tonnellate di stazza in su. 

Shipping inquina più di uno Stato membro Ue
Da più ricerche nel corso degli ultimi anni emerge che il trasporto marittimo contribuisce tra il 2 e il 3 per cento delle emissioni globali di gas serra, una quota superiore a qualsiasi Stato membro Ue preso singolarmente. L'Unione europea ha calcolato che nel 2015 il 13 per cento delle emissioni complessive di gas serra provenivano dai trasporti. È nella proporzione di questi dati che risiede la pressione che da tempo Bruxelles fa sullo shipping e sull'IMO affinché si allineino alle regolamentazioni sancite dagli Accordi di Parigi.

Un Ocean Fund per uno shipping più verde
L'intervento di Bruxelles non riguarderebbe esclusivamente le navi ma anche i porti: lì dove non la decarbonizzazione della nave non è sufficiente, si può contribuire con la riduzione dell'inquinamento portuale generale. Per finanziare una cosa del genere, per esempio spingendo l'ingegneria navale a progettare la costruzione di mercantili più ecologici, la Commissione Ambiente dell'Ue propone un Ocean Fund per il periodo 2023-2030, finanziato dalle quote di vendita all'asta nell'ambito dell'ETS. 

Per la Commissione ambiente del Parlamento europeo, l'allineamento tra la normativa europea e quella dell'IMO è importante anche per rendere più incisive le regolamentazioni dell'istituto ONU, il quale, con un numero nettamente superiore di Stati membri (174 rispetto  a 27), è spesso molto lento nel prendere decisioni.

Per l'eurodeputato tedesco Jutta Paulus (Verdi/Alleanza Libera Europea), si sta inviando «un segnale forte in linea con il Green Deal europeo. Le statistiche da sole non fanno risparmiare un solo grammo di gas serra, ecco le ragioni di queste misure più severe per ridurre le emissioni nel trasporto marittimo».

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