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20 maggio 2022, Aggiornato alle 15,45
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Cultura

Il progetto di codice marittimo del procidano Michele de Jorio

Il nuovo libro dell'avvocato Alfonso Mignone racconta la storia del tentativo di dotare il Regno di Napoli di un diritto marittimo organico

John Francis Edward Acton, italianizzato Giovanni Acton (1736-), è stato un politico britannico, comandante della flotta navale del Granducato di Toscana, ministro della marina e segretario di Stato di Napoli durante il regno di Ferdinando IV

Nell'anno di Procida Capitale Italiana della Cultura e nell'ottantesimo compleanno del Codice della Navigazione italiano, l'avvocato marittimista salernitano Alfonso Mignone dà alla luce un altro importante contributo storico-giuridico alla storia della navigazione e alla cultura marittima. 

Il volume, edito da Passerino e acquistabile online sia in formato e-book che cartaceo, si chiama Il progetto di codice marittimo del procidano Michele de Jorio. È dedicato all'opera magna di un illustre figlio di Procida: Michele de Jorio, avvocato e magistrato che il 20 dicembre 1779 ebbe l'incarico da Ferdinando IV di Borbone di compilare un testo che raccogliesse i capitoli, gli usi, i regolamenti, le ordinanze e le leggi di navigazione e commercio del Regno di Napoli. Un progetto di codice marittimo che era anche la realizzazione di un vecchio sogno di Carlo III, riformatore del diritto della navigazione napoletano. Il saggio contiene, altresì, un'appendice dedicata ad un altro lavoro commissionato al giurista procidano, il Codice Corallino, o Regolamento per la pesca del corallo

Se la francese Ordonnance de la marine del 1681, voluta da Luigi XIV e Colbert, è considerata l'antesignana della codificazione del moderno diritto del mare, il progetto codicistico sostenuto da Ferdinando IV e da Lord Acton si integrava con l'idea di dotare il Regno di Napoli di un diritto marittimo organico, regno che per la sua naturale posizione geografica aveva da sempre favorito lo sviluppo delle marine, sia mercantili che militari. Nonostante le buone intenzioni, la compilazione del Codice Ferdinando non fu mai promulgata a causa degli sconvolgimenti politici e alla morte del giurista durante il governo francese, ma resta una delle più complete compilazioni di diritto marittimo della storia italiana, una vera e propria enciclopedia del settore. 

Alfonso Mignone, salernitano, è avvocato specializzato in diritto della navigazione e dei trasporti. Ha pubblicato diversi saggi di storia e di ricerca marittimista, come Nuovi Studi sulla Tabula de Amalpha per il Frangente (2016) , La riforma portuale di Federico II per La Nuova Mezzina (2017), Porto di Salerno, una storia lunga dieci secoli per D'Amico (2019). Mignone è anche past president dell'International Propeller Club port of Salerno. Per Passerino Editore ha pubblicato La tutela comunitaria del passeggero tra normativa e giurisprudenza e Navi e porti della Badia di Cava.

Tag: libri