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20 maggio 2022, Aggiornato alle 15,45
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Cultura

Il porto di Trieste stoccherà i vini sott'acqua

Curiosa richiesta di concessione da Parovel per del Prosecco Trieste DOC: una cantina subacquea di 70 metri quadri, a venti metri di profondità, dove stipare 5 mila bottiglie pronte in sei mesi


Stoccare i vini sott'acqua, in un porto commerciale, per farli maturare. È la curiosa domanda di concessione demaniale, la prima di questo tipo in Italia, arrivata all'autorità portuale di Trieste. La proposta è dell'azienda locale Parovel, con sede nel comune di San Dorligo della Valle (di cui una buona parte si trova in Istria), che ha chiesto una concessione demaniale marittima semestrale di una piccola area di 67 metri quadri, a circa venti metri di profondità, sul fondo dello specchio acqueo antistante il lato interno della diga Luigi Rizzo, in Punto Franco Nuovo, dove vorrebbe installare una cantina subacquea da 14 casse in acciaio. Il rilascio della concessione, previo completamento dell'iter, è dato per scontato dall'autorità portuale.

Il porto di Trieste continua ad attrarre progetti innovativi e guarda a nuovi spazi di concessione, non soltanto in superficie ma anche sott'acqua, con l'insediamento di operatori concessionari "subacquei" in grado di sviluppare attività legate alla blue economy, alla sostenibilità ambientale, ma anche al settore vitivinicolo. Dopo i robot sottomarini di Saipem in Porto Vecchio, alla Torre del Lloyd arriva una domanda di concessione subacquea per una cantina sommersa in Porto Nuovo.

Quello degli underwater wines è una tecnica antica. Paesi come Spagna, Francia e Croazia, produttori storici di vini, lo sperimentano da sempre. Il vantaggio di mettere il vino sott'acqua risiede nella generale stabilità della maturazione dovuta alla pressione sottomarina e alla temperatura, due elementi che sott'acqua cambiano in modo progressivo e meno repentino che nelle cantine tradizionali.

Il vino scelto da Parovel, come spiega Elena Parovel, a capo dell'azienda, sarà il Prosecco Trieste DOC. «Abbiamo scelto – spiega - una piccola e pregiata produzione di uva Glera coltivata in una porzione di terra prospiciente il golfo di Trieste.  La vendemmia 2021 ha dato un ottimo raccolto che ci ha permesso di produrre il Prosecco Trieste DOC». 5 mila bottiglie, tutte da portare sottacqua per farle maturare nel giro di sei mesi.  

Per Zeno D'Agostino, presidente dell'Autorità di sistema portuale dell'Adriatico Settentrionale, una richiesta di concessione del genere è «perfettamente in linea con la nostra idea di porto, dove il potenziale e l'attività produttiva non deve svilupparsi solo sulla superficie delle banchine ma anche sott'acqua, sul fondo del mare. Il porto è tridimensionale: terra, mare, cielo possono e devono essere utilizzati sinergicamente in modo innovativo. Il golfo di Trieste è il luogo ideale per avviare questo tipo di progettualità. Biologi, fisici, chimici potrebbero dare un notevole contributo al miglioramento dei processi di questa tecnica, ancora sperimentale, e studiare l'effetto che temperatura, pressione, profondità, correnti e assenza di luce provocano alle molecole di un bottiglia immersa in profondità». 

Tag: trieste