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25 giugno 2019, Aggiornato alle 17,04
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Cultura

"Il mare non è una risorsa illimitata". Le battaglie dell'Arci Pesca Fisa Campania

Intervista ad Osvaldo Cammarota, neo-segretario dell'associazione impegnata per la salvaguardia delle acque e la fruibilità della costa

Osvaldo Cammarota

Informazioni Marittime intervista Osvaldo Cammarota

Tutelare mare e costa cominciando dalla corretta fruizione di una risorsa "che non è illimitata". I fronti sono numerosi: la pesca, la balneazione, il crocierismo, la nautica da diporto. Poi ci sono da combattere le battaglie ambientali per frenare il dilagare della plastica e gli scarichi velenosi. Temi caldi che il nuovo segretario dell'Arci Pesca Fisa della Campania, Osvaldo Cammarota, affronta con il consueto pragmatismo marinaro e l'esperienza maturata promuovendo negli anni sviluppo e coesione territoriale. Informazioni Marittime lo ha intervistato per conoscere i problemi e una possibile "strategia vincente" per salvaguardare questa nostra piccola, ma non isolata, porzione di Mediterraneo. Gli argomenti trattati saranno al centro del Congresso regionale dell'associazione in programma il 6 marzo. Ai lavori parteciperà il presidente nazionale Fabio Venanzi.

Cammarota, inizia una nuova avventura… l'Arci Pesca FISA regionale Campania.                                    Più che nuova è il ritorno di un'antica passione, a mare sono nato e mi sono formato. Oggi ci sono problemi inediti da affrontare, conto di poter dare un contributo applicando ciò che ho imparato facendo l'operatore di coesione sviluppo territoriale.

Quali problemi in particolare?
Al primo incontro con i nostri Circoli di Capri, Torre del Greco, Pozzuoli, Salerno e con gli associati di Napoli, ho visto la loro generosa operatività su due cose in particolare: la pulizia del mare e la fruibilità della costa. Saranno pure due aspetti di peculiare interesse per i pescatori sportivi e ricreativi, ma è innegabile che incrocino interessi universali.

In che senso?
Non giova a nessuno danneggiare il mare e limitarne la corretta fruizione. Innumerevoli sono le attività produttive e ricreative che si svolgono a mare: dalla pesca alla balneazione; dal crocierismo alla nautica da diporto; dagli sport acquatici ai lavori subacquei; dai trasporti commerciali al turismo internazionale e stanziale; … fino alla ricerca scientifica e la produzione di nuovi prodotti alimentari, cosmetici e medicali di inedita efficacia. 

E allora dov'è il problema?
Il mare - come l'aria e la terra - non è una risorsa illimitata. I "consumatori" del mare sono in numero soverchiante e crescente rispetto a chi lo tutela. È una battaglia impari, deve crescere una consapevolezza di massa sui danni irreversibili che derivano da comportamenti insostenibili e irresponsabili. Il mare ha una grande capacità di rigenerarsi ma bisogna rispettare il suo "metabolismo". Ad esempio, la plastica non la digerisce, la trasforma in microplastica e ce la restituisce nei prodotti alimentari; … e non si può più giocare a squagliaschiuma, perché gli scarichi non depurati formano una schiuma indissolubile.

Come fare?
Una strategia vincente è connettere e far convergere quanto di buono già fanno i numerosi attori associativi, imprenditoriali, economici, culturali e istituzionali più consapevoli. Ciascuno agisce con grande impegno e dedizione, ma per la crescita di consapevolezza e responsabilità, si può produrre un "valore aggiunto" superiore alla somma dei risultati di ogni singolo attore. La tempestività e l'efficacia delle azioni sono decisivi. 

E, dunque, cosa intendete fare?
Insieme alla Lega Navale di Pozzuoli stiamo elaborando una BOZZA di "Protocollo di scopo" per intensificare la #guerrallaplastica. È una traccia di lavoro che sarà perfezionata insieme a chi riterrà di aderire all'iniziativa e fare coesione intorno al comune interesse di tutelare il mare. Bisogna andare oltre la retorica declamazione del "mare-risorsa".

E per la fruibilità della costa?
Su questi problemi ci sono istituzioni e autorità pubbliche più nettamente individuabili. Sappiamo che l'Autorità di Sistema Portuale e gli Enti Locali che amministrano i Comuni della costa sono sensibili. Anche in questo caso servirebbe maggior convergenza di intenti e di azioni. Collaboreremo con tutte le idee, le progettualità, i saperi e le energie che saremo in grado di mettere in campo.

(Costituita nel 1971 per diffondere la pesca sportiva, l'Arci Pesca FISA ha ampliato la sua presenza nella subacquea e nella nautica, nel turismo legato agli ambienti acquatici e nella ricerca scientifica. Oggi organizza oltre 100 mila tesserati con sedi in tutte le province italiane) 

Tag: ambiente - pesca