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22 maggio 2020, Aggiornato alle 15,17
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Politiche marittime

Il mare al tempo del Coronavirus, immersioni a Napoli e Pescara

Cominciano le indagini di Marevivo per documentare lo stato dei fondali in seguito alla riduzione delle attività antropiche


Con le prime immersioni a Napoli e Pescara, Marevivo ha avviato le operazioni della campagna "Il mare al tempo del Coronavirus", il progetto per documentare lo stato dei fondali in seguito alla riduzione delle attività antropiche. Venerdì i subacquei dei carabinieri di Napoli si sono recati sulla secca del Campanile a S. Giovanni a Teduccio, in prossimità del porto. L'area è stata recentemente studiata dalla fondazione Dohrn ed è di solito caratterizzata da acqua torbida, verdastra, ma ricca di vita bentonica. Si potrà verificare se, in una zona così a ridosso della costa, l'assenza di scarichi industriali (quelli organici di sicuro non saranno diminuiti), abbia portato cambiamenti. Successivamente sono previste immersioni al Banco di Santa Croce, a Foce Sarno e a Capri.

Sabato tocca ai subacquei di Pescara, che effettueranno immersioni: alla Piattaforma Giovanna a - Roseto degli Abruzzi (TE), alla Piattaforma Fratello Cluster a Pineto (TE), e nei pressi del porto di Ortona (CH). Successivamente sono previste immersioni anche nella zona di Vasto, Fossacesia, e se possibile alle isole Tremiti. "Anche in un momento difficile come questo, i Corpi subacquei delle Forze dell'Ordine scendono in campo non solo per dovere ma anche per passione e amore del mare", ha dichiarato la presidente di Marevivo Rosalba Giugni. "Da questa operazione ci aspettiamo di scoprire qualcosa in più sul complesso ecosistema che regola la vita del mare, e ci auguriamo che sia una spinta per ripartire dall'ambiente".
 

Tag: ambiente