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27 novembre 2020, Aggiornato alle 19,26
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Politiche marittime

Il 24 luglio sciopero di porti e rimorchiatori

Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti protestano contro l'assenza di regole nell'autoproduzione e per il rinnovo dei contratti marittimi e portuali, scaduti nel 2017 e 2018


Come preannunciato nei giorni precedenti, il 24 luglio i porti e i servizi di rimorchio si fermeranno per uno sciopero di ventiquattr'ore proclamato da Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti. Alla base della protesta, l'anarchia dell'autoproduzione, non ancora regolamentata a dovere, e il rinnovo dei contratti nazionali del settore marittimo e portuale, scaduti nel 2017 e 2018.

A questi due temi si aggiungono altre tre «questioni contingenti», spiegano le tre sigle sindacali. L'assenza di una norma a copertura del reddito dei marittimi con un rapporto di lavoro non costante, i quali non possono usufruire del fondo bilaterale di settore; le criticità sull'avvicendamento dei marittimi all'estero; infine, la riorganizzazione del servizio di rimorchio portuale». Tutti argomenti che andranno discussi in un tavolo col ministero dei Trasporti.