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20 settembre 2020, Aggiornato alle 16,15
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Politiche marittime

I tempi di dragaggio per Napoli e Salerno

Due anni per il porto capoluogo, i lavori partiranno quest'estate per arrivare a 16 metri di profondità. Salerno, che escaverà più sedimenti, aspetta il VIA ministeriale per arrivare a 13 metri e mezzo


di Paolo Bosso

Dopo anni di attese, annunci rimandi, seguiti da nuovi incessanti annunci, i lavori di dragaggio nel porto di Napoli potrebbero iniziare entro l'anno, addirittura entro l'estate come ha rassicurato recentemente il presidente dello scalo Pietro Spirito, pronto, si dice, a non farsi rallentare dai ricorsi. Per Salerno i tempi sono più lunghi essendo in attesa della Valutazione d'Impatto Ambientale prescritta dal ministero dell'Ambiente e dal Provveditorato opere pubbliche per autorizzare lo sversamento dei sedimenti al largo. Una volta ottenuta, l'Autorità di sistema portuale (Adsp) del Tirreno centrale (Napoli, Salerno e Castellammare di Stabia) potrà mettere a gara l'opera.

L'Adsp, nel primo numero della nuova newsletter Porti campani in reteha reso noto i tempi di realizzazione, i costi e l'estensione del dragaggio dei fondali dei due porti principali della Campania. Lavori fondamentali per mantenere non solo il pescaggio e l'accesso a livelli costanti (l'insabbiamento dei fondali è un processo naturale dei porti dovuto al passaggio delle navi) ma anche per rilanciare i traffici portandoli a maggiori profondità. A Napoli i dragaggi pur interessando meno materiale costeranno due volte e mezzo di più perché, a differenza di Salerno, verranno riversati in una cassa di colmata in corso di costruzione su cui verrà tombata una nuova banchina, dove destinare un'altra opera annunciata da decenni e mai realizzata: il nuovo terminal container della darsena di Levante. 

Napoli, due anni di lavori
Verranno escavati ed eliminati 1.306.736 metri cubi al costo di 45 milioni di euro. 690 i giorni di lavoro secondo l'Adsp, quasi due anni. Attualmente, superata la fase delle autorizzazioni (grazie anche alle recenti norme in materia, più elastiche, che hanno visto la consulenza dell'attuale segretario generale dell'Adsp campana, Francesco Messineo), è in corso la valutazione delle offerte di 12 imprese su 21 che avevano manifestato interesse per il bando pubblico del 27 settembre 2016: "Escavo dei fondali dell'area portuale di Napoli con deposito dei materiali dragati in cassa di colmata della darsena di levante". La Commissione di gara si è insediata il 13 marzo. Avrà da allora 75 giorni per aggiudicare l'appalto.

Salerno attende il VIA
Verranno escavati ed eliminati circa due milioni di metri cubi al costo di 18 milioni in otto mesi di lavori, secondo i calcoli dell'Adsp. I sedimenti verranno scaricati in mare a otto miglia dall'imboccatura, fuori della piattaforma continentale a circa duecento metri di profondità. La gara verrà avviata dopo la Valutazione d'Impatto Ambientale ministeriale.

Al termine dei lavori le banchine del porto di Napoli raggiungeranno i 15/16 metri di profondità, quelle del porto di Salerno 13,40 metri.

Entrambi i lavori rientrano nel "Grande progetto" della Regione Campania finanziato da fondi Ue, programmazione 2015-2020.