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Politiche marittime

Pubblicato in Gazzetta il decreto dragaggi

Casse di colmata più facili da realizzare. I famigerati Siti di Interesse Nazionale vengono ridimensionati |  Il decreto


È stata pubblicata oggi, in Gazzetta ufficiale (n.208 del 6-9-2016, entrata in vigore: 21/09/2016), la nuova normativa per le operazioni di dragaggio nei porti italiani, approvata dal Parlamento a dicembre dell'anno scorso. A darne notizia è la sottosegretaria all'Ambiente Silvia Velo (foto). Il decreto disciplina le operazioni di dragaggio nelle aree portuali all'interno dei Siti di Interesse Nazionale (Sin) e il regolamento per l'immersione in mare dei materiali da escavo dei fondali marini. «Si conclude – spiega Velo - il lavoro portato avanti dal ministero dell'Ambiente per superare le difficoltà che sono state riscontrate in questi anni nella realizzazione delle opere di dragaggio. Si tratta di un pacchetto di interventi, due regolamenti e una modifica normativa, che definiscono,  finalmente, un quadro regolamentare chiaro, certezza e semplificazione delle procedure».
 
 
I due regolamenti
Per quanto riguarda i regolamenti, il primo tratta le modalità di dragaggio nelle aree portuali e marino-costiere che ricadono all'interno dei Sin. Il secondo, in attuazione dell'art. 109 del D.Lgs 152/2006, è il regolamento che disciplina la procedura per l'approvazione dei progetti di dragaggio al di fuori delle aree SIN, le modalità e i criteri per la gestione del materiale dragato, tra cui l'immersione in mare dei materiali di escavo dei fondali marini. Velo spiega che i due provvedimenti «si aggiungono alle modifiche contenute nel Collegato Ambientale, in vigore da febbraio, con cui sono stati semplificati i criteri di costruzione delle casse di colmata e delle vasche di raccolta e in cui si prevede che la tutela delle acque e del suolo avvenga attraverso le migliori tecnologie disponibili».
 
Da Sin a Sir
Con un'altra modifica al Collegato Ambientale sono state inoltre definite le linee guida e i valori di riferimento che consentono l'automatica deperimetrazione delle aree a mare da Sin a Siti di Interesse Regionale. «Si tratta – ha continuato la sottosegretaria - di un percorso di riforma atteso da anni che va nella direzione della semplificazione normativa e che favorisce l'utilizzo delle migliori tecnologie disponibili per l'esecuzione degli interventi, a dimostrazione che sviluppo economico e sostenibilità ambientale possono e, anzi, devono coesistere. Un lavoro – ha concluso Velo - che il ministero dell'Ambiente, anche in vista della riforma del sistema portuale italiano avviata dal governo, ha portato avanti per più di un anno assieme ad altre amministrazioni e con il supporto del mondo scientifico».