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03 ottobre 2022, Aggiornato alle 18,36
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Politiche marittime

I marittimi ucraini tornano a lavorare

Abrogato il divieto di espatrio. Gli studenti delle accademie riprendono la formazione di bordo e si rinfoltisce una forza lavoro di cui la rotta dei cereali ne ha molto bisogno

(U.S. Secretary of Defense/Flickr)

Potrebbe diventare più facile esportare grano dall'Ucraina, uno dei primi granai d'Europa. Sabato scorso il primo ministro del Paese in guerra, Denys Shmyhal, ha annunciato che i marittimi di nazionalità ucraina possono lasciare il Paese per lavoro, abrogando così il divieto di lasciare l'Ucraina a tutti gli ucraini maschi tra i 18 e i 60 anni, per essere disponibili all'arruolamento militare. È un cambiamento importante che arriva pochi giorni dopo l'istituzione di un corridoio commerciale del grano da parte di Ucraina, Russia, Turchia e ONU.

La decisione, oltre a sbloccare una forza lavoro di cui i mercantili hanno bisogno, permette anche agli studenti ucraini nelle accademie di riprende la formazione a bordo. Tornano quindi a lavorare tutti i marittimi ucraini, sia per mare che per fiume, quest'ultimo un mezzo di trasporto strategico per il Paese e più in generale per il trasporto interno del centro Europa. A marzo scorso, infatti sul Danubio sono state trasportate oltre quattro di tonnellate di gran ucraino, sceso drasticamente ad aprile a 16,500 tonnellate e risalito a 1,4 milioni di tonnellate a luglio. Quote ben superiori al corridoio marittimo da poco ristrutturato.

Prima dell'invasione russa, circa un terzo delle esportazioni globali di grano provenivano dall'Ucraina e dalla Russia.

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