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01 ottobre 2020, Aggiornato alle 18,41
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Politiche marittime

Formazione, il tormento degli allievi fuori dalle èlite accademiche

In molti Paesi europei i giovani ufficiali sono laureati, in Italia no. Perché? L'approfondimento di Ugo Dodero ( DL News )


di Ugo Dodero - DL News 

Caro Decio, con tristezza ed anche un po' di irritazione ti scrivo a proposito di quanto occorso a quell'allievo ufficiale italiano imbarcato su di una nave di bandiera estera ove l'equipaggio è costituito quasi tutto da croati, bulgari e rumeni e tutti gli ufficiali sono laureati. Gli stessi non vedono di buon occhio l'allievo italiano che, dopo dodici mesi, potrà dare i relativi esami e diventare un ufficiale e intraprendere la carriera.

Questo ci racconta la nostra lettrice e scrittrice Gianna Camalich che spesso con arguzia e dovizia di particolari interviene sul tuo DL News. All'inizio del mio scritto, caro Decio, ho parlato di una certa mia irritazione in quanto, come italiano, mi immedesimo nel nostro allievo ufficiale e di quello che subisce. Lungi da me caro Decio farne una discriminazione nei confronti di croati, bulgari e rumeni, ma non ci troviamo di fronte a marinerie di tradizione eccelsa come potrebbe essere quella del Regno Unito, degli States, della Russia o di altre marinerie da tempo internazionalmente conosciute, ma di fronte a nazioni da poco entrate nella Unione Europea, e che comunque hanno già acquistato una mentalità ben più avanzata in fatto di percorsi professionali uniformi a quelli del resto d'Europa e del mondo.

Da quanto tempo, caro Decio, sosteniamo, ed abbiamo sempre sostenuto, quello che gli altri paesi hanno, da tempo, affrontato e risolto? Senz'altro qualcuno potrà, o può, sostenere, la nostra ripetitività nell'aver sempre sostenuto la necessità di una laurea di primo livello – 3 anni – per coloro che escono dall'Istituto Nautico, ma possiamo immaginare come si possa sentire il nostro allievo ufficiale italiano su quella nave di bandiera estera di cui ci parla l'amica Gianna Camalich, alla quale auguro che qualche lettore di DL News risponda in merito. Certo il ministero della Marina Mercantile, se ci fosse, prenderebbe in carico tutte queste istanze insieme ad altri dicasteri.

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