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06 luglio 2020, Aggiornato alle 20,18
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Politiche marittime

Federagenti, "Porti troppo dipendenti dal ministero dei Trasporti"

Per il presidente Duci la riforma è una buona modernizzazione ma c'è bisogno di maggior emancipazione dalla tradizionale gestione dicasterale


Il settore dei trasporti marittimi in Italia è ancora troppo dipendente, nella sua gestione, dal ministero dei Trasporti. La riforma del ministro Graziano Delrio è profonda, modernizzatrice ma ancora non del tutto compiuta nel processo di emancipazione della governance dalla regolamentazione ministeriale. A riferirlo il presidente Federagenti Gian Enzo Duci. «Gli effetti – spiega - di una regia nazionale del sistema portuale si iniziano a vedere ma il limite è che il settore oggi è ancora troppo dipendente dalla 'stampella' Delrio». Ancora non sono state rinnovate tutte le autorità portuali, per non parlare della costituzione dei tavoli di partenariato (il "parlamentino" consultivo degli imprenditori). Ma soprattutto manca un tavolo nazionale di coordinamento delle autorità di sistema portuale, come previsto dalla riforma della legge 84/94, e una dote finanziaria adeguata dei dipartimenti ministeriali che si occupano di mare. Tutti sintomi evidenti dei limiti di una gestione ministeriale dei porti. 

«Dopo anni – continua Duci - abbiamo un ottimo ministro. Graziano Delrio è fra i pochi ad avere avuto questa attenzione al settore. Però oggi il sistema dipende troppo dalla sua presenza. Da una parte perché non si è dispiegata del tutto la riforma e dall'altra perché le risorse date all'unica direzione dei trasporti che si occupa del mare non sono adeguata alla mole di lavoro. Oggi sfrutta le dotazioni del gabinetto di Delrio mentre servono risorse dirette e stabili che restino anche se cambia ministro».

Gli effetti positivi della riforma però non mancano. Un esempio concreto è dato dalla dinamicità  Trieste, uno dei porti che ha beneficiato maggiormente della nuova struttura dirigenziale. «La nuova organizzazione delle grandi alleanze ha reso, ad esempio, Trieste più competitiva dei porti del Nord Europa nei servizi per il Centro Europa», ricorda Duci, che ritiene il potenziamento delle linee ro-ro un'ottima notizia per le economie regionali. «Non deve preoccuparci – conclude - se ci mettiamo in condizioni di servire i traffici che i cinesi concentreranno al Pireo attraverso i nostri porti che sono comunque più vicini ai mercati di sbocco del centro Europa. Dal Pireo sarà più facile che arrivino feeder su Vado Ligure piuttosto che treni in Lombardia».