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22 febbraio 2019, Aggiornato alle 16,38
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Federagenti guarda al 2019. Duci: "Per i porti ci vuole il restyling della riforma"

Il presidente degli spedizionieri ritiene che si debba cambiare modello, semplificando le procedure burocratiche

Gian Enzo Duci

Un rinnovamento, anzi un "restyling", sia per la riforma dei porti in Italia, che fino ad ora "non ha portato a casa i risultati attesi", sia per le navi che nel mondo dovranno adeguarsi alle norme sulle emissioni inquinanti che entreranno in vigore tra un anno esatto. Sono i due più importanti cambiamenti attesi per il 2019 da Gian Enzo Duci, presidente di Federagenti, che ha fatto un bilancio dell'anno appena concluso ed ha analizzato le linee di tendenza dello shipping e della portualità.

La riforma dei porti
"Con la riforma – ha detto Duci – i privati sono usciti dagli organi di indirizzo e governo delle Autorità di sistema portuale e i tavoli di partenariato non hanno funzionato come cinghia di trasmissione fra economia reale e sistema pubblico e gli stessi comitati di gestione fra presidente ed enti locali". Non solo: con la riforma i presidenti dei porti non hanno ottenuto più libertà di azione. Genova potrebbe essere l'apripista  "di un necessario restyling" per cambiare modello. "I poteri attribuiti dalla legge Genova al commissario per la ricostruzione del ponte anche in funzione portuale credo possano essere una palestra, per capire se una semplificazione delle procedure burocratiche da adottare per realizzare opere all'interno degli scali può essere lo strumento per velocizzare ed efficientare questi enti" spiega Duci. Se funzionerà potrebbe essere estesa a tutti i porti: "Attribuendo però i poteri ai presidenti e non a soggetti esterni". 

Le novità per lo shipping
"Nel 2019 – ha ricordato Duci – le navi si dovranno adeguare per essere pronte il primo gennaio del 2020, e per tutte quelle che ad esempio dovranno montare lo scrubber (per il lavaggio dei fumi) avremo un'assenza temporanea dal mercato perché dovranno fermarsi per effettuare i lavori e questa riduzione di flotta potrebbe avere un effetto positivo sui noli". La normativa internazionale impone che i combustibili impiegati dalle navi dovranno avere un tenore di zolfo dello 0,50% contro l'attuale 3,50%, o per ottenere lo stesso risultato le navi potranno usare gli scrubber o usare il Gnl, gas naturale liquefatto. "Con le navi ferme per lavori, e penso che avverrà in maniera massiva, si toglierà tonnellaggio dal mercato e quindi riducendo l'offerta è facile che il livello dei noli possa leggermente salire dando ossigeno ad un mercato che ne ha bisogno", ha concluso Duci.