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17 settembre 2020, Aggiornato alle 23,33
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Politiche marittime

Emissioni, porti e operatori appoggiano l'Ue

Gli armatori europei deprecano la scelta della community marittima di appoggiare l'inclusione dello shipping nell'ETS


Gli armatori europei deprecano il fatto che la comunità portuale europea, nella maggior parte dei casi, si è espressa a favore del voto del Parlamento Ue che ha incluso lo shipping mondiale nell'Emissions Trading Scheme (ETS, il mercato del carbonio che incentiva la diminuzione delle emissioni) a partire dal 2023 se non si adeguerà autonomamente, tramite l'International Maritime Organization (IMO), entro il 2021.

Le associazioni dei porti e degli spedizionieri in particolare, riferisce l'European Community Shipowners' Association (ECSA), hanno accolto favorevolmente l'iniziativa del Parlamento Ue, «andando incontro ad un effetto contrario», commenta il segretario dell'ECSA Patrick Verhoeven. «È preoccupante - continua - che i nostri partner della logistica approvino un approccio regionale», visto che un regolamento regionale - l'ETS – non potrà che accavallarsi alle normative mondiali dell'IMO sull'ambiente basate su un piano di allineamento agli Accordi di Parigi. «Ad ottobre scorso – spiega Verhoeven – gli Stati membri dell'IMO hanno concordato una tabella di marcia in due fasi per limitare al 2023 le emissioni di gas serra». Il piano a cui accenna Verhoeven partirà definitivamene l'anno prossimo dopo un anno di preparazione. Prevede una complessa e lunga fase di raccolta dati delle emissioni di tutte le navi mercantili che navigano nel globo che si completerà definitivamente nel 2023. Tempi troppo lunghi secondo alcuni. Ragion per cui l'iniziativa dell'Ue suona come una sorta di pressing sull'IMO.