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27 novembre 2021, Aggiornato alle 09,59
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Elettrica, a gas e super pulita. È la nave da crociera del 2050

Uno studio di Oxford Economics, commissionato da CLIA, fotografa gli sforzi del settore e la direzione che sta prendendo. Gli armatori tornano a chiedere un fondo da 5 miliardi

(Hans Christian Haaland/Flickr)

a cura di Paolo Bosso

Gas naturale liquefatto, ma anche biodiesel, metanolo, ammoniaca, idrogeno e batterie elettriche, senza dimenticare il cold ironing a terra. L'industria delle crociere – quella che in tempi pre-pandemia movimentava trenta milioni di persone in un anno – punta alle zero emissioni entro il 2050. E lo fa investendo, cercando di restare al passo coi tempi, anche se le compagnie chiedono un fondo da 5 miliardi di dollari. L'ultimo studio del settore, realizzato da Oxford Economics per conto dell'associazione delle compagnie crocieristiche Cruise Lines International Association (CLIA), fotografa gli sforzi che questa industria marittima sta compiendo da qualche anno e che direzione sta prendendo.

Viaggia verso l'utilizzo di combustibili che riducono drasticamente i gas serra, o non ne emettono affatto. A spegnere i motori in porto, e a riciclare quasi del tuttto le acque di zavorra e i rifiuti. Seguendo gli ultimi accordi internazionali, che verranno aggiornati al termine della COP26, le compagnie di crociera si sono già impegnate a ridurre le emissioni di anidride carbonica del 40 per cento entro il 2030, rispetto ai livelli del 2008. Sono livelli che seguono le direttive dell'International Maritime Organization, che a sua volta segue quelle delle Nazioni unite.

Il rapporto di Oxford Economis rileva che ci sono incognite e ostacoli ingegneristici, di fornitura e normativi per riuscire a costruire e convertire decine di navi da migliaia di passeggeri con propulsioni innovative. Gli standard di tensione per l'elettrificazione delle banchine per erogare energia alle navi in sosta; l'approvvigionamento di ammoniaca, biodiesel, gnl; il costo di produzione di questi combustibili e il loro impatto sull'ambiente per essere estratti, lavorati, e in generale realizzati. Intanto, gli investimenti delle compagnie crocieristiche si fanno crescenti

Il settore punta su quattro aree: la predisposizione delle navi al cold ironing, l'utilizzo di gas come combustibile, infine sistemi standardizzati di pulizia dei gas di scarico e delle acque reflue.

Cold ironing
Le compagnie di crociera continuano a fare investimenti significativi per permettere alle navi da crociera di connettersi all'elettricità dei porti, consentendo così di spegnere i motori in porto. Sebbene saranno necessari investimenti significativi nelle infrastrutture portuali, esistono molte collaborazioni tra compagnie di crociera, porti e autorità locali per aumentare la disponibilità e soprattutto rendere sostenibili i costi, sostanzialmente, della bolletta. L'82 per cento della nuova capacità di costruzione dell'industria crocieristica è predisposta al cold ironing. Il 35 per cento della capacità globale attuale (+2,3 per cento sul 2020) è predisposta al cold ironing in 14 porti del mondo in cui tale capacità è fornita in almeno un ormeggio.

Gas naturale liquefatto
La metà (52%) della nuova capacità di costruzione sarà su navi che andranno a GNL, o LNG (liquid natural gas), in crescita del 3 per cento sul 2020.

Pulizia dei gas di scarico 
Oltre il 76 per cneot della capacità globale utilizza il sistema di pulizia standardizzato exhaust gas cleaning system (EGCS), il 7 per cento in più sul 2020. Inoltre, il 94 per cento delle nuove costruzioni che non vanno a gas avrà installato l'EGCS).

Acque reflue
Tre quarti (74 per cento, il 4 per cento in più sul 2020) delle navi da crociera in circolazione sono dotate di sistemi avanzati di trattamento delle acque reflue, e lo saranno tutte quelle in costruzione. In particolare, un quinto della flotta è dotato dello standard aerated wastewater treatment systems (AWTS), in grado di eliminare azoto e fosforo, soprattutto in una delle aree con le più rigide normative sulle emissioni dei mercantili, il Mar Baltico (il riferimento normativo è l'allegato IV dell'IMO MARPOL).

«Sebbene le crociere siano state uno dei settori più colpiti dalla pandemia globale, le compagnie imangono in prima linea nella sfida per sviluppare nuove tecnologie ambientali a vantaggio dell'intero settore marittimo», afferma Kelly Craighead, presidente e CEO CLIA.

«Questo rapporto mostra che il settore delle crociere è resiliente, innovativo e focalizzato sul futuro», commenta Pierfrancesco Vago, presidente di CLIA Global, «questo è il motivo per cui CLIA si è unita ad altre organizzazioni marittime per proporre un fondo di ricerca e sviluppo da cinque miliardi di dollari per accelerare lo sviluppo di combustibili e tecnologie di propulsione a zero emissioni di gas serra».

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