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01 dicembre 2021, Aggiornato alle 15,05
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Politiche marittime

Dragaggi da straordinari a ordinari. Federagenti: "Usciamo dalla palude"

Insieme all'avvio dell'intesa regionale per cinque presidenti dei porti, il ministero delle Infrastrutture ha firmato un'importante direttiva

Una draga portuale (cjuneau/Flickr)

Insieme all'invio alle regioni interessate di cinque nomi per la presidenza di cinque autorità di sistema portuale, il ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini ha firmato ieri una direttiva che modifica il quadro normativo dei dragaggi portuali, classificandoli come attività ordinaria e non più straordinaria. 

«Possiamo dire che la nave ha mollato gli ormeggi. È presto però affermare che stia navigando a pieno regime di giri. Intanto, facciamo uscire i porti dalla palude», commenta il presidente di Federagenti, Alessandro Santi. «Finalmente – continua - dopo anni di attesa si dovrebbe consentire lo sblocco delle attività dei dragaggi nei principali porti italiani, facendole diventare attività ordinarie di mantenimento dei pescaggi, nonché di accelerare le procedure per gli investimenti in nuove opere, creare il tanto atteso sportello unico per la semplificazione amministrativa e l'accelerazione dei procedimenti, oltre ad attuare misure per l'efficientamento energetico dei porti e l'impiego di energie rinnovabili».

«Adesso è il momento di non abbassare la guardia. Soddisfazione per lo sblocco di misure attese invano da anni, ma grande e attenta vigilanza sui tempi, in particolare sulla predisposizione del piano nazionale dei dragaggi. Ed è importante – conclude Santi – che il ministro, certo conscio della palude burocratica in cui si sono impantanati i porti, abbia previsto un meccanismo di verifica trimestrale, quasi un tagliando, degli obiettivi e delle procedure avviate».

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