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12 maggio 2021, Aggiornato alle 13,53
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Presidenti dei porti, cinque nomi verso l'intesa governo-regioni

Giovannini ha inviato ai governatori interessati le proposte per i sistemi portuali di Livorno, Gioia Tauro, Catania, Bari e Ancona. Due potrebbero essere riconfermati

La città di Venezia (European Space Agency/Flickr)

Il ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini, ha inviato ai presidenti delle Regioni interessate la richiesta di intesa per il rinnovo dei presidenti delle Autorità di sistema portuale. Come prevede la legge, il riscontro dei governatori dovrà avvenire entro trenta giorni, trascorsi i quali l'intesa si riterrà acquisita. 

Sono cinque - su un totale di quindici - le autorità portuali in corso di nomina del presidente, a cui se ne aggiungono altre due che sono in fase di manifestazione di interesse. Per quanto riguarda quelle in fase di intesa governo-regioni: 

1. L'Autorità di sistema portuale dell'Adriatico Settentrionale (Venezia e Chioggia). Presidente indicato, Fulvio Lino Di Blasio;

2. l'Autorità di sistema portuale di Gioia Tauro. Presidente indicato, Andrea Agostinelli;

3. l'Autorità di sistema portuale della Sicilia Orientale (Augusta e Catania). Presidente indicato, Alberto Chiovelli;

4. l'Autorità di sistema portuale dell'Adriatico Meridionale (Bari, Brindisi, Manfredonia, Barletta e Monopoli). Presidente indicato, Ugo Patroni Griffi;

5. l'Autorità di sistema portuale dell'Adriatico Centrale (Ancona, Falconara, Pescara, Pesaro, San Benedetto del Tronto e Ortona). Presidente indicato, Matteo Africano.

Per altre due autorità portuali, quella della Sardegna e della Sicilia Occidentale, il ministero sta procedendo all'acquisizione delle manifestazioni di interesse per proporre i nuovi presidenti.

Contestualmente al rinnovo dei vertici delle cinque Autorità di sistema portuale sopracitate, il ministro ha firmato la direttiva che individua nel 2021 gli obiettivi in base ai quali verrà calcolata la parte variabile delle retribuzioni dei presidenti, sulla base di: accelerazione degli investimenti pubblici, sostenibilità ed efficientamento dei processi amministrativi.

Tenendo conto degli effetti dell'emergenza sanitaria generata dal Covid-19 sul settore dei porti, si individuano cinque obiettivi strategici da perseguire: accelerazione della spesa per investimenti; creazione dello sportello unico per la semplificazione amministrativa e l'accelerazione dei procedimenti; attuazione delle misure per l'efficientamento energetico dei porti e l'impiego di energie rinnovabili; definizione del bilancio non finanziario dell'Ente; predisposizione del piano nazionale dei dragaggi. 

Il monitoraggio sul raggiungimento degli obiettivi avverrà trimestralmente da parte della Direzione generale per la vigilanza delle Autorità portuali e il trasporto marittimo, che poi invierà una relazione conclusiva al Gabinetto del ministro entro il 31 gennaio 2022.​

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