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20 settembre 2019, Aggiornato alle 15,59
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Politiche marittime

Dov'è finita la Conferenza nazionale delle Autorità di sistema portuale?

Se lo chiedono gli armatori di Confitarma e Assarmatori, che propongono al governo un commissario ai dragaggi e lo esortano a emanare i regolamenti sul bunkeraggio di gas

La prima Conferenza delle Adsp, a luglio 2017

Dov'è finita la Conferenza nazionale delle Autorità di sistema portuale, lo strumento con cui pianificare le opere, gli investimenti, le priorità? Se lo chiedono gli armatori, entrambi, quelli di Confitarma e Assarmatori, sentiti nel corso della Genoa Shipping Week. L'istituto è stato creato con la riforma dei porti del 2016 e ha avuto la sua prima riunione a luglio del 2017, seguita da altre quattro ad oggi.

«Alla legge portuale non serve un tagliando: le norme ci sono, il problema è che non vengono applicate fino in fondo», afferma il direttore di Assarmatori, Alberto Rossi. «Vogliamo - continua - quindi mandare un messaggio forte al ministero dei Trasporti: è necessario convocare la conferenza nazionale delle Autorità di sistema portuale, l'unico momento di confronto che prevede la presenza dei rappresentanti degli operatori privati, compresi gli armatori, e sopratutto il luogo teoricamente deputato a prendere le decisioni strategiche sulle grandi opere infrastrutturali, fondamentali per garantire la competitività dei nostri scali». 

«I tempi per emanare i bandi di gara delle grandi opere sono superiori agli standard europei, e quelli delle fasi successive sono addirittura drammatici, anche a causa dei costanti ricorsi al TAR di chi perde le gare», spiega Mario Mattioli, presidente di Confitarma. «Ormai il costo della burocrazia è considerato ormai parte del rischio-paese, ma questo scoraggia gli investimenti internazionali».

Secondo Rossi un potenziamento della politica portuale potrebbe venire da nuovi regolamenti sul bunkeraggio navale di gas naturale liquefatto, «servizio sempre più richiesto dagli armatori nei prossimi anni», e dall'istituzione di un commissario nazionale per i dragaggi, «una vera emergenza», con le sue leggi poco armonizzate «declinate in modo diverso in ogni regone».