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25 ottobre 2020, Aggiornato alle 12,46
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Politiche marittime

Detassare l'energia pulita nei porti, la proposta ESPO

Nell'ambito degli ambiziosi obiettivi del Green Deal dell'Ue, l'European Sea Ports Organisation sottolinea l'importanza degli incentivi, oltre alle prescrizioni e ai divieti

Isabelle Ryckbost, segretaria generale ESPO

Detassare completamente i prodotti energetici ecologici utilizzati nei porti attraverso una politica di esenzioni mirate, permanenti, per tutti gli Stati membri, così da incentivare ancora di più l'uso di combustibili e di fonti di energia pulite. Lo chiede l'associazione europea dei porti, l'European Sea Ports Organisation (ESPO), nell'ambito del FuelEU Maritime, il programma di lavoro europeo che raccoglie le iniziative marittime per l'ambiente. È iniziato il 27 marzo e ora è in fase di adozione dopo la consultazione pubblica, che dovrebbe infine portare all'approvazione di una serie di norme da parte del Parlamento Ue.

Secondo ESPO, per incentivare ulteriormente l'uso di combustibili puliti nel trasporto marittimo, la revisione della direttiva sulla tassazione dei prodotti energetici (Energy Taxation Directive) deve prevedere un'esenzione fiscale permanente a livello dell'Ue per tutti i combustibili puliti e le fonti di energia pulite. Secondo la segretaria di ESPO, Isabelle Ryckbost, «un tale approccio, basato sugli obiettivi, fornirà la base per le coalizioni dal basso verso l'alto tra le parti interessate».

Il FuelEU Maritime rientra nel Green Deal, ratificato dal Parlamento Ue a gennaio 2020, un piano ambientale decennale che a sua volta segue gli Accordi di Parigi sul clima – ambito ONU – di dicembre 2015.  Per quanto riguarda l'Europa, le ambizioni estremamente alte: ridurre le emissioni di gas a effetto serra di almeno il 55 per cento entro il 2030, per arrivare a zero nel 2050. «Anche se il settore marittimo è uno dei modi di trasporto più efficienti dal punto di vista energetico, questo obiettivo ambizioso richiederà al settore marittimo di intraprendere azioni urgenti ora», secondo Ryckbost.

Il punto più importante che sottolinea la segretaria ESPO è che per rendere raggiungibili non bisogna semplicemente prescrivere obblighi e divieti. Parallelamente, è fondamentale la creazione di un potente sistema di incentivi, di «coalizioni dal basso», come li chiama Ryckbost, che in questo caso si intendono, trattandosi di politica sovranazionale, le iniziative degli enti locali, ovvero Stati membri, Regioni, Comuni, Provincie, in modo coordinato.  Secondo Ryckbost «non c'è tempo da perdere e, date le attuali circostanze economiche, non ci sono soldi da sprecare. Non possiamo fare investimenti che spuntano semplicemente caselle arbitrarie attraverso obiettivi prescrittivi senza garantire l'uso e l'adozione di combustibili alternativi sostenibili. Un tale approccio non darà risultati in termini di riduzione delle emissioni del settore marittimo. Prediligiamo quindi un approccio che combini obiettivi chiari con una politica di supporto alle tecnologie più promettenti, che eviterebbe il rischio di creare dei blocchi».

Tag: espo