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10 agosto 2022, Aggiornato alle 19,39
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Politiche marittime

Demolizioni, gli armatori promuovono Alang. Shipbreaking denuncia

Una delegazione europea visiterà oggi i cantieri indiani, ma le organizzazioni ambientaliste e sindacali non sono invitate


Oggi alcuni armatori europei, accompagnati da rappresentanti della Commissione Ue e da membri di governo di Francia, Germania e Belgio, si recheranno in visita ai cantieri di demolizione Alang, in India. Sorprendentemente, nonostante le numerose indicazioni pervenute dalle associazioni ambientaliste, tra cui NGO Shipbreaking Platform, in merito alle deplorevoli condizioni di lavoro ed alla cattiva gestione dei rifiuti di questo impianto, nessuna Ong è stata invitata a partecipare alla visita. "Non siamo i benvenuti – ha detto Patrizia Heidegger, direttore esecutivo di Shipbreaking -. Non vogliono voci critiche ad Alang, questo conferma la mancanza di trasparenza in base al quale quei cantieri funzionano".

La delegazione, spiega la Heidegger, non incontrerà nemmeno i rappresentanti sindacali o dei lavoratori e visiterà solo una piccola sezione del cantiere. La visita è organizzata dall'associazione dell'industria Ecsa, che rappresenta gli interessi dei proprietari delle navi europee. Si tratta, secondo la Piattaforma ambientalista, di un tentativo da parte degli armatori e degli operatori indiani di convincere i responsabili politici europei che i cantieri di Alang dovrebbero essere approvati nella prossima lista Ue degli impianti di riciclaggio "a norma". Tuttavia, sottolinea la Heidegger, ai sensi del regolamento europeo sullo smantellamento delle navi e le linee guida tecniche recentemente pubblicate sui requisiti per gli impianti di demolizione delle navi, è chiaro che le strutture indiane sono ben lontane da questo standard.