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12 luglio 2020, Aggiornato alle 08,32
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Politiche marittime

Demolizioni, 68 navi europee spiaggiate dall'inizio dell'anno

I dati del primo trimestre dell'anno della ong Shipbreaking platform . La maggior parte sono armatori greci e tedeschi


Nel primo trimestre di quest'anno in Bangldesh, India e Pakistan sono state avviate alla demolizione 239 grandi navi mercantili. 189 di queste sono state smantellate col tremendo metodo dello spiaggiamento, devastante sia per il territorio in cui viene effettuato che per le persone che se ne occupano. Dall'inizio dell'anno sono almeno sette i lavoratori che hanno perso la vita in questi centri di demolizione a cielo aperto.

Dati resi noti dalla ong Shipbreaking Platform che ha pubblicato oggi il nono South Asia quarterly update con cui periodicamente informa sull'andamento delle demolizioni in Asia meridionale nelle modalità vietate in Europa: lo spiaggiamento. I paesi di riferimento sono Bangladesh, India e Pakistan. «Abbiamo lo scopo di informare il pubblico sugli effetti negativi delle pratiche di demolizione substandard, così come informiamo però anche sulle misure positive volte alla realizzazione della giustizia ambientale e alla tutela dei diritti dei lavoratori», spiega Shipbreaking Platform in una nota.

Delle 189 navi smantellate sulle spiaggie dell'Asia meridionale, 127 sono bulk carrier. L'India è il paese che ne ospita la maggior parte. 68 di queste 189 navi sono di armatori europei: il grosso viene da compagnie marittime greche (40) e tedesche (16).