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Cultura

De Amicis sull'Atlantico

L'autore del libro Cuore intraprese nel 1884 un viaggio da Genova a Montevideo sul piroscafo  Nord America


Le note di Carla Mangini - DL News 

Edmondo De Amicis nel 1884 intraprese un viaggio da Genova a Montevideo sulla nave Nord America. Descrisse nel suo libro Sull'Oceano la vita grama che spettava, anche a bordo, agli emigranti italiani che viaggiavano sullo stesso piroscafo. Il frammento che segue è forse l'unico brano del libro che evochi poesia e speranza.

"Giravamo allora intorno a capo Spartel e il Galileo* faceva la sua entrata nell'Atlantico in mezzo ad uno sciame saltellante di delfini, salutati dagli emigranti con un concerto di grida e di fischi. La nebbia quasi ad un tratto svanì e a sinistra si mostrò la costa d'Africa, una catena di monti lontani, d'una chiarezza di cristallo. E l'Atlantico ci cullava con le sue onde lunghe e placide, simili a vastissimi tappeti azzurri, frangiati d'argento, scossi da migliaia di mani invisibili, gli uni dopo gli altri, senza fine; a traverso i quali il Galileo distendeva, passando, uno sterminato strascico di trina bianca. Non era diverso il nuovo mare da quello donde uscivamo; eppure ci veniva fatto di alzare la fronte come se lo spirito fosse più libero e l'occhio spaziasse più lontano, e di bere l'aria a lunghe inspirazioni, con  un senso nuovo di piacere, come se già ci portasse i profumi potenti delle grandi  foreste dell'America latina alla quale andava dritto il nostro pensiero con un volo di seimila miglia. Il cielo era tersissimo, e pendeva sull'orizzonte uno spicchio bianco di luna, quasi svanito nella soavità dell'azzurro. Pareva che quell'oceano, a cui la maggior parte di noi aveva pensato fino allora con inquietudine, ci dicesse: "Venite, sono immenso, ma buono".

*Galileo è il nome fittizio che De Amicis ha attribuito nel suo libro al piroscafo Nord America.