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Politiche marittime

Crociere, ricomincio da nove. Lo studio Risposte Turismo-Assoporti

Pubblicato rapporto che guarda ai prossimi quattro anni: pianificazione, semplificazione, portualità, traffico contestualizzato, ambiente, energia, filiera, turismo e promozione

(CristinaPessini/Flickr)

L'industria delle crociere – nave, fornitori, passeggeri, equipaggi, porti e tutti i servizi annessi – dovrà trasformarsi per ripartire una volta che la pandemia non sarà più un'emergenza. Sulla base di questa prospettiva Assoporti ha affidato alla società di statistica e consulenza Risposte Turismo un report dal titolo La crocieristica guarda al futuro: la lettura del nuovo scenario, le nuove priorità, i nuovi equilibri . Si guarda ai prossimi quattro anni, al 2025, quando il comparto dovrà avere un assetto diverso basato su nove specifici approcci: pianificazione nazionale, semplificazione progettuale, portualità, volumi di traffico contestualizzato, economia circolare, approvvigionamento energetico, filiera locale, turismo territoriale e promozione (li approfondiamo più avanti).

Con la partecipazione di tutte le autorità di sistema portuale, il rapporto riflette su quali saranno le priorità da gestire quando l'emergenza pandemica sarà alle spalle. «L'auspicio – scrive Assoporti - è quello che migliori, se possibile, nel suo equilibrio tra essere driver di sviluppo e di impatti economico-occupazionali e, al tempo stesso, artefice di una sostenibilità ampia».

Lo studio si divide in quattro sezioni: domanda e offerta; crocieristica per singolo porto; previsioni di manager e fornitori; le priorità al 2025.

«Uno dei settori più colpiti dalla pandemia – afferma Francesco di Cesare, presidente di Risposte Turismo – ma anche uno dei più vivi nel cercare di fornire soluzioni propositive per gestire l'emergenza, deve prepararsi a definire le nuove traiettorie di sviluppo nel momento in cui sarà possibile tornare a contare su condizioni di normalità». «Vogliamo contribuire a trovare le migliori soluzioni per questo segmento nel suo rilancio post-pandemia, anche perché credo che proprio la situazione sanitaria che abbiamo vissuto e che stiamo ancora vivendo ci invita a rivedere alcuni modelli. Vogliamo che diventi uno strumento di progettualità nel tempo dedicato a questo settore», ha detto il presidente di Assoporti, Rodolfo Giampieri.

Sintesi studio Risposte Turismo-Assoporti - agenda 2025 della portualità crocieristica italiana
Pianificazione (strategica) nazionale
. Si tratta di superare l'attuale modello di competizione "a schema libero" per cercare – pur nella assoluta autonomia di ciascun soggetto - un maggior coordinamento puntando ad una maggiore specializzazione per far crescere la competitività dell'intero sistema nazionale e non unicamente quella del singolo scalo.

Execution e semplificazione. I progetti vanno pensati, pianificati, dotati di adeguate risorse, sviluppati e completati (e, possibilmente, monitorati nel loro rispondere agli obiettivi di partenza). È nei tempi di sviluppo dei progetti e di realizzazione degli interventi che si rileva uno degli anelli deboli da superare. La ricerca della semplificazione si inserisce in questo orientamento.

Porti "key" (chiave) e "prospect" (potenziale di sviluppo). Alcuni porti più di altri potrebbero meritare un surplus di attenzione. Da una parte i "key ports" (quelli che potrebbero essere considerati principali per varie ragioni, di traffico e non solo, e che più di altri incidono nel generare traffico in Italia a beneficio anche di altri scali) e dall'altra i "prospect" (quelli che, tra chi oggi presenta bassi livelli di traffico, hanno più margini di crescita, e che possono concorrere a definire itinerari alternativi al classico Grand Tour). Questo punto necessita naturalmente di una forte collaborazione e partecipazione da parte dei territori locali e regionali in cui ricadono i porti.

Non solo volumi di traffico. Si tratta di uscire dalla trappola della rincorsa a volumi di traffico come unica traiettoria di crescita, dando più rilevanza ad altri obiettivi. Ma può esserci spazio anche per crescere quantitativamente, a patto di creare le migliori condizioni per accogliere e gestire questo eventuale aumento.

Economia circolare e prospettiva 2030. L'ambizione è quella di essere protagonisti a tutto campo nell'erogazione di servizi ispirati all'economia circolare. Azioni da sviluppare sia negli spazi portuali che tra porto e città, anche tramite un concreto impegno - non solo economico ma anche in personale ed attenzione - dedicato al far proprio, giorno per giorno, l'avvicinamento ad alcuni dei goal dell'Agenda2030 delle Nazioni Unite.

Approvvigionamenti energetici. Non si tratta solo delle dotazioni che consentano nuove (diverse e combinabili) soluzioni di alimentazione delle navi in banchina, ma di un processo più esteso che riguardi sin dall'origine la sostenibilità delle fonti energetiche o l'essere rinnovabili.

Filiere e lavoro locali. Le dinamiche delle economie di scala sono uno dei driver del successo del comparto crocieristico, e le catene di fornitura hanno dato sempre più spazio a player globali. Bisogna impegnarsi per assicurare uno spazio maggiore alle filiere e al lavoro locali.

Indirizzo turistico dei territori. Pur nel rispetto dei diversi ruoli e prerogative, è necessario come porti essere protagonisti e proattivi nelle dinamiche di indirizzo di sviluppo turistico del territorio: favorire ed incentivare le relazioni tra stakeholder e operatori del comparto così come farsi trovare interlocutori non solo pronti ma attivatori del dialogo.

Promuovere il comparto. Spetta anche ai porti contribuire a promuovere il comparto, con le sue specificità, necessità e contributi che assicura sui piani economico, occupazionale e sociale, difendendo e rivendicando l'azione di un cluster di aziende così importante. 

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