|
Porto di Napoli
15 gennaio 2019, Aggiornato alle 17,10
intersped

Informazioni MarittimeInformazioni Marittime

Politiche marittime

Cold ironing, De Monte: "L'Europa deve incentivarlo"

L'eurodeputata PD interroga la Commissione europea sulle cose da fare per alimentare con l'elettricità le navi attraccate nei porti


Si chiama cold ironing. L'Ue lo ha battezzato shore side electricity (SSE). Permette di alimentare le navi attraccate in porto con la corrente ellettrica della rete urbana, senza utilizzare i motori ausiliari dell'imbarcazione, quindi senza lasciare che i fumaioli emettano fumi. Ma «il business dell'SSE è ostacolato dall'attuale regime fiscale, che rende impossibile per la SSE essere competitivo», sottolinea Isabella De Monte, eurodeputata del Pd, componente della Commissione Trasporti e turismo.

Secondo De Monte, l'Ue deve indicare chiaramente come intende incentivare e sviluppare la tecnologia, sia sugli impianti di energia elettrica a terra che nei porti. 'Attaccare a una spina' una nave può sembrare un'operazione semplice ma richiede, in primo luogo, un'uniformità degli standard: di alimentazione (come per esempio sono diverse tra loro le prese elettriche di Londra, New York e Malaga) e di distribuzione (la tensione, per esempio). In secondo luogo una politica dei costi: 'attaccare una nave' a una spina in certi casi può essere complicato, un po' come ricaricare un'automobile con l'elettricità di casa. De Monte chiede alla Commissione Ue «quali sono le azioni concrete che intende intraprendere per facilitare la diffusione e il potenziamento di questa tecnologia» e se sia «intenzionata a promuovere l'accesso ai finanziamenti del CEF, il fondo della Commissione al settore trasporti».

Secondo De Monte, il cold ironing riduce «drasticamente l'impatto ambientale del trasporto marittimo, creando al contempo nuove e interessanti opportunità di business».  «Con gli impianti di energia elettrica a terra le navi potrebbero spegnere i motori mentre si collegano a una fonte di energia a terra, riducendo sia il rumore che le vibrazioni e le emissioni di inquinanti e di CO2, diminuendo anche i costi operativi. I vantaggi, dal punto di vista ambientale ed economico, sarebbero rilevanti. Tuttavia il business dell'SSE è ostacolato dall'attuale regime fiscale, che rende impossibile per la SSE essere competitivo».