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19 settembre 2020, Aggiornato alle 22,47
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Infrastrutture - Logistica

Civitavecchia, la banchina 24 diventa multipurpose

Grazie agli strumenti del DL Rilancio, le autorità portuali possono destinare l'uso di alcune aree in deroga ai piani regolatori, fino a sei mesi dalla fine dello stato di emergenza

La banchina 24 del porto di Civitavecchia

Banchina multipurpose al 24 e sviluppo della zona logistica semplificata. Sono gli ultimi due temi affrontati nell'ultima seduta di mercoledì dall'Autorità di sistema portuale della Capitale, quella che fa capo a Civitavecchia. I vertici di Molo Vespucci hanno portato all'attenzione dell'Organismo di Partenariato della Risorsa Mare la situazione delle banchine commerciali del porto, in particolare della banchina 24, della quale, nei mesi scorsi, è stata rivendicata da tutti gli operatori la natura polivalente.

Si tratta di una banchina delicata che ha sempre portato a dei conflitti tra operatori e imprese articolo 18. Inoltre, nell'ultimo periodo, nonostante la pandemia, il traffico della frutta, uno delle merci più importanti di Civitavecchia, sta andando a gonfie vele. Le istanze presentate dalle imprese chiedono la sua fruibilità come multipurpose e general cargo, anche alla luce dell'articolo 199 del recente DL Rilancio, quello che destina risorse economiche a diversi comparti della portualità. Per quanto riguarda l'utilizzo delle banchine, il decreto prevede che fino allo scadere dei sei mesi successivi alla cessazione dello stato di emergenza le Autorità di sistema portuale possono destinare temporaneamente aree e banchine di competenza a funzioni portuali diverse da quelle previste nei piani regolatori portuali vigenti. L'Organismo di Partenariato ha, quindi, dato il proprio consenso affinchè l'authority portuale avvii il procedimento amministrativo per convertire la banchina 24 in questi termini.

Intanto, è in fase di ultimazione il documento propedeutico alla definizione del piano di sviluppo strategico della Zona Logistica Semplificata, che verrà a breve consegnato alla Regione Lazio, del cui contenuto è stata data una breve illustrazione nel corso della seduta del Partenariato.

«Abbiamo inserito misure concrete per far fronte alle emergenze contingenti proponendo misure ed interventi utilizzando la leva fiscale e finanziaria a livello regionale per le imprese che operano o intendono operare in tali aree», spiega il presidente dell'Autorità di sistema portuale del Tirreno Centro Settentrionale, Francesco Maria di Majo, proponendo inoltre «strumenti di finanza innovativa per ottenere incentivi atti a creare liquidità immediata a favore delle imprese. Quindi un ampio ventaglio di opzioni a disposizione di queste ultime proprio per facilitare nuovi insediamenti produttivi nelle aree portuali e retroportuali regionali e favorire, in tal modo, lo sviluppo della parte commerciale colmando il gap di un traffico che ancora non sfrutta a sufficienza il network portuale laziale».