|
napoli 2
20 maggio 2019, Aggiornato alle 15,56
intersped 2

Informazioni MarittimeInformazioni Marittime

Click&Boat 2
Logistica

Banane da Civitavecchia a Livorno, sindacato in agitazione

Il 22 novembre il porto della Capitale potrebbe fermarsi. Si fa pressione per trovare una soluzione al solito conflitto tra operatori, banchine ed ex articolo 18


Il 22 novembre il porto di Civitavecchia potrebbe fermarsi per uno sciopero proclamato da Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti che da oggi sono in stato di agitazione.

L'azione serve a mettere pressione affinché si raggiunga un accordo tra operatori portuali e Autorità di sistema portuale (Adsp) del Tirreno centro settentrionale (Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta) per fermare l'emorragia di traffico di banane dal porto della Capitale a Livorno, dovuto a una recente ordinanza dell'Adsp che impone la movimentazione di container refrigerati solo sulla banchina 25, gestita da Roma container Terminal (RCT). Una decisione che ha portato al dirottamento verso il porto toscano di spedizioni destinate alla banchina adiacente, la 24, gestita da Civitavecchia Fruit & Forest Terminal (CFFT). Per Civitavecchia è in ballo il servizio di Maersk Line con il sud America, che dall'inizio del 2017 collega il porto con Cartagena, Puerto Moin, Manzanillo, Vado Ligure, Livorno, Napoli e Salerno (23 giorni di viaggio).

L'8 novembre, ricordano i sindacati, «la nave destinata a tale traffico non ha fatto scalo a Civitavecchia, dirottando l'intero carico su Livorno. Un porto che respinge traffici non solo mette in difficoltà la singola azienda ma compromette la capacità e lo sviluppo di un intero sistema». Secondo le tre sigle, se la situazione si stabilizzasse così Civitavecchia perderebbe 140 mila tonnellate annue di frutta proveniente dal sud America. 

Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti sperano in «una soluzione a breve della annosa vicenda commerciale tra i soggetti», cioè RCT e CFFT. «I lavoratori – conclude la nota - non possono pagare in nessun modo questa mala gestione e l'assenza dell'istituzione cardine, l'autorità di sistema portuale. È infatti compito suo favorire gli accordi tra le parti e, laddove ciò non accada, agire direttamente per salvaguardare il porto e la sua occupazione».

CFFT, riferisce il Corriere marittimo, potrebbe chiedere un risarcimento di 40 milioni di euro all'autorità portuale di Civitavecchia. Il provvedimento dell'autorità portuale, infatti, vieta - indirettamente, stabilendo l'esclusività della banchina 25 (gestita da RTC) - di scaricare/caricare le banane sulla banchina 24 (gestita da CFFT), sulla base del diritto (ex articolo 18 legge 84/94) di RTC di godere dell'esclusiva su questo traffico.