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Porto di Napoli
16 novembre 2018, Aggiornato alle 11,30
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Armatori - Infrastrutture

Civitavecchia inaugura il suo primo terminal crociere

Il primo porto cruiser d'Italia non aveva ancora un polo dedicato. di Majo: "Altri 250 mila passeggeri l'anno"


10 mila metri quadri, 20 milioni di euro spesi (dai privati), 4,500 passeggeri per 9 mila bagagli da gestire in contemporanea. Civitavecchia ha inaugurato il suo primo terminal passeggeri: sembra strano, ma il primo porto crocieristico d'Italia ancora non avevava una struttura dedicata. 

Si chiama "Amerigo Vespucci". La cerimonia d'inaugurazione si è svolta nel porto della Capitale venerdì, alla banchina 12 bis nord che potrà ospitare fino a due grandi navi da crociera. Stiamo parlando del primo porto crocieristico d'Italia, che ogni anno movimenta non meno di 2 milioni di passeggeri l'anno. «Sarà un piccolo aeroporto, prevediamo che ci darà un aumento di 250 mila passeggeri in più a fine anno», commenta il presidente dell'Autorità di sistema portuale del Tirreno centro-settentrionale, Francesco di Majo.

È stato disegnato dallo studio Vicini di Genova e va a sostituire le tensostrutture finora utilizzate. Al primo piano ci sono i controlli su persone e bagagli, al secondo 60 postazioni check-in, servizi e sale d'attesa. Dei fingers si occuperanno dello sbarco, proprio come negli aeroporti (sono i ponti mobili semoventi, chiusi, che permettono l'imbarco diretto senza passare per la pista). I 20 milioni sono stati investiti da una joint paritetica tra Costa Crociere, Marinvest del gruppo Msc e Royal Caribbean, quest'ultimo l'armatore che gestisce il traffico crocieristico della Capitale dal 2006.

Civitavecchia, insieme a Barcellona, raccoglie il grosso del bacino crocieristico mediterraneo e ultimamente ha stretto un'alleanza per potenziare le rotte dei rotabili dopo aver ottenuto, insieme al porto spagnolo, un finanziamento Ue. «Con Barcellona abbiamo collaborazioni importanti. Con loro e con Genova, per esempio, abbiamo dato vita alla Scuola Europea di Shipping per formare le professionalità ell'Economia del Mare», aggiunge di Majo. Attività formative che servono «a far crescere il cosiddetto "chandling", ossia tutto il sistema logistico di rifornimento delle navi da crociera di ogni tipo di prodotto necessario al servizio di ospitalità. E noi – conclude di Majo -, che abbiamo anche un terminal frutta e un collegamento con il Car, il Centro Agroalimentare Romano, abbiamo buone carte da giocare. Portare più navi a rifornirsi qui è importante quanto il flusso di passeggeri che sbarcano e si imbarcano».