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20 novembre 2019, Aggiornato alle 16,04
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Camalli genovesi, resta il nodo delle tariffe

Culmv chiude 2018 con bilancio in ordine. Ciuffardi: "Serve una tariffa di equilibrio, così com'è non funziona"

(Monitor / Romeo Calp)

1,65 milioni di euro di adeguamenti tariffari. Lo verseranno i terminalisti del porto di Genova alla Compagnia Unica Lavoratori Merci Varie Paride Batini (Culmv).

Accordo fatto tra le parti, a cui si aggiungono i contributi della Compagnia e quelli pubblici, permettendo ai camalli genovesi di chiudere il bilancio 2018 con i conti in ordine. 250 mila euro li verserà la Culmv, 2,5 milioni l'Autorità di sistema portuale della Liguria occidentale.

Resta sempre aperto, a Genova come in tutti gli altri porti commerciali italiani, il nodo delle tariffe, il rapporto tra camalli e terminalisti e infine la tendenza degli armatori all'autoproduzione, cosa che ha spinto recentemente i sindacati a scioperare a livello nazionale. «Con gli strumenti partecipativi dell'Autorità portuale arriviamo all'equilibrio ma bisogna trovare la tariffa: così com'è oggi non funziona, serve una tariffa di equilibrio», sottolinea Silvano Ciuffardi, viceconsole della Culmv, che ha spiegato che nell'intesa è previsto un tavolo mensile permanente per monitorare l'avanzamento del piano di efficientamento della Culmv. «Fa parte delle richieste dei terminalisti – conclude Ciuffardi - ma è importante, perché dentro non c'è solo la situazione economica della Compagnia ma anche le esigenze formative, le giornate lavorate e le tariffe adeguate».

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Tag: culmv - genova - camalli - lavoro