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20 novembre 2019, Aggiornato alle 16,04
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Cagliari, Grendi pronto a investire nel porto canale

Un nuovo hub da cento impiegati. Musso: "Aboliamo il vincolo paesaggistico"

La sede di Grendi a Cagliari

A pochi mesi dall'apertura di un nuovo magazzino nel porto industriale di Cagliari dedicato per lo più ai prodotti Barilla, il gruppo Grendi si dice pronto a soccorrere il porto canale sardo realizzando un nuovo hub, anche se bisognerà vedere con quali navi farlo lavorare dopo l'interruzione dei servizi da parte di Hapag Lloyd.

Sono 250 le persone impiegate da Grendi in Sardegna, nelle zone di Cagliari e Sassari. Secondo il gruppo un nuovo magazzino nel porto canale capoluogo potrebbe aggiungere altri cento occupati. Per Antonio Musso, amministratore delegato di Grendi Trasporti Marittimi, una delle spinte più importanti per lo sviluppo locale «potrebbe essere data dall'abolizione del vincolo paesaggistico a salvaguardia di una spiaggia che di fatto oggi non esiste più e che circa quarant'anni fa è divenuta un porto e che impedisce la realizzazione di qualsiasi opera in quest'area». Secondo Musso «il Porto Canale è un'infrastruttura e un'opera industriale che può portare un grande sviluppo economico per la realtà di Cagliari e non solo, se si incentivassero adeguatamente i traffici commerciali di questo scalo su cui il mio gruppo ha investito finora e vuole continuare a fare». 

Sperando di veder risolto lo stato di crisi quanto prima, l'auspicio di Musso «è che si realizzino soluzioni che ancorino a questo porto anche i volumi legati al transhipment, visto che questo tipo di movimentazione delle merci a Cagliari sta vivendo una profonda crisi».