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20 novembre 2019, Aggiornato alle 16,04
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Cagliari, Deiana: "I vincoli paesaggistici scoraggiano lo sviluppo del porto"

Fumata nera al vertice di Roma con il ministero dei Beni culturali: non autorizzerà l'avvio di nuove opere

Il Cagliari International Container Terminal

Il porto canale di Cagliari avrebbe bisogno di 90 milioni di investimenti per rilanciare le attività, dopo l'addio al polo di trasbordo dell'armatore Hapag Lloyd e del terminalista Contship Italia, che ha avviato la procedura di licenziamento per i 210 dipendenti del Cagliari International Container Terminal (Cict). Soldi calcolati l'Autorità di sistema portuale della Sardegna nell'ultima riunione con il ministero dei Beni Culturali, tenutasi mercoledì a Roma.

«Senza lo sblocco - spiega il presidente dei porti sardi, Massimo Deiana, che per facilitare la vertenza Cict non ha ancora ritirato la concessione a Contship - non si possono realizzare insediamenti per oltre novanta milioni. E si crea anche una situazione di mancata chiarezza che scoraggia interventi e investimenti. Speravamo di poter risolvere tutto, invece i tempi, preziosi in momenti difficili come questo, si allungano. Ora confidiamo nella presidenza del Consiglio dei ministri».

Il vincolo paesaggistico del porto di Cagliari blocca l'autorizzazione alla realizzazione di nuove opere e, in teoria, anche l'utilizzo di quelle esistenti. Ad esser più precisi, le autorizzazioni paesaggistiche sono scadute e le nuove sono state bocciate dal Tar regionale e dal Consiglio di Stato. A fine maggio è stato avviato l'iter per ottenerne di nuove ma ieri il dicastero ha confermato che questa autorizzazione per ora non arriverà.

Gli investimenti riguardano anche il gruppo Grendi, che ad aprile ha aperto un nuovo hub Barilla nel porto industriale di Cagliari e in seguito si è detta pronta a realizzare un nuovo magazzino nel porto canale.